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ROMA –  “Non c’e’ bisogno in questo momento di un decreto centrato sulla sicurezza. Si tratta di misure urgenti assolutamente deludenti che non rispondono all’esigenza reale di un territorio che chiede non sicurezza in piu’ ma misure in piu’ per percorsi di integrazione e valorizzazione”.

Lo afferma monsignor Giancarlo Perego, il direttore generale della Fondazione Migrantes, promossa dalla Cei. In Italia, spiega, servirebbero “un permesso di protezione umanitaria, maggiore attenzione ai piu’ fragili, ai minori non accompagnati, alle vittime di tratta un decreto sul servizio civile e la valorizzazione di risorse giovanili gia’ presenti sul territorio”. E sono arrivati invece “strumenti non idonei come i centri di rimpatrio quando manca un vero programma di accoglienza”. Il nuovo decreto, secondo Perego, “rischia inoltre di far percepire ancora di piu’ il migrante come una persona da cui difendersi”. 

Sul quotidiano dei vescovi, Avvenire, esprime “preoccupazione” anche la Caritas Italiana, emanazione anch’essa della Cei, che lamenta un “approccio ancora una volta formulato secondo un’ ottica securitaria che per noi, in questa fase, non e’ prioritaria”. “Ci spiace – spiega Oliviero Forti, responsabile del settore immigrazione della Caritas – che si continui in questo binomio immigrazione- sicurezza. Concentriamoci sulle grandi questioni quelle reali che si riscontrano sul territorio. Nessuno parla e nessuno fa decreti, ad esempio, su aree come Castel Volturno o il Foggiano”. Forti attacca anche “le ‘commissioni inutili’ che i migranti richiedenti asilo devono affrontare senza la giusta preparazione perche’ vengono da centri dove non c’ e’ personale qualificato”. Su Avvenire insorge anche il portavoce del Srevizio Rifugiati dei Gesuiti, padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli. “L’Italia faccia di piu’ e meglio – esorta – e’ arrivato il momento di pensare il momento di pensare a una nuova legge su immigrazione e asilo. Va riformata tutta la materia. Servono norme nuove che gestiscano flussi di migranti, che progettino modelli di accoglienza diffusa e politiche di inclusione e integrazione sociale. Si e’ molto concentrati sul velocizzare espulsioni e rimpatri di chi soggiorna illegalmente ma non si affronta il tema principale: le quote di ingresso dei lavoratori migranti non vengono attivate ormai da diversi anni”. Il Centro Astalli ritorna a chiedere con forza “vie legali per arrivare a chiedere asilo in sicurezza”. 

Diversa l’opinione espressa dalla Lega.  “I provvedimenti varati dal Consiglio dei Ministri sul tema immigrazione sono semplicemente ridicoli. Come ridicolo è il governo Gentiloni-Renzi. Ancora una volta dal Pd non emerge alcuna volontà di bloccare gli sbarchi di finti profughi. Palliativi e parole a vuoto sull’Europa che dovrebbe fare di più per aiutare il nostro Paese. Al peggio non c’è davvero fine”. Lo afferma in una nota Tony Iwobi, responsabile federale Dipartimento Sicurezza e Immigrazione della Lega Nord, per il quale “siamo alla farsa di un governo fotocopia di quello precedente che fa tanto fumo ma zero arrosto. Di danni questi personaggi del Pd ne hanno già fatti troppi (e continuano a farne). Elezioni subito e Salvini premier, altrimenti sarà il caos”. “Ci auguriamo che nessuno nel Centrodestra, ed ogni riferimento a Forza Italia è puramente voluto, voglia giocare di sponda o, peggio, inciuciare con chi prende in giro gli italiani su un tema così delicato come l’immigrazione. Per chi sta all’opposizione, o quantomeno dice di esserlo, non c’è spazio per ambiguità e aperture di credito nei confronti del Pd, partito anti-democratico e razzista”, afferma Iwobi.  

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