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Alitalia. Parte il confronto. Sciopero imminente

ROMA – Mentre i vertici di Alitalia sono stati ricevuti dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda nella sede del dicastero, sale la preoccupazioni per la sorte dei lavoratori.

L’incontro segue al tavolo di ieri presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per trovare una soluzione alla vertenza, in attesa di un piano industriale che finora, esattamente come accade da tempo, non si è mai visto.

All’incontro erano presenti il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda, la viceministra Teresa Bellanova e l’a.d. di Alitalia Cramer Ball. Dal Governo, secondo quanto si apprende, sarebbe arrivata la richiesta all’azienda di ritirare la decisione unilaterale di applicare dal primo marzo un Regolamento aziendale al posto del contratto collettivo. 

Regolamento che probabilmente andrebbe a correggere ulteriormente i costi, a partire da quelli del personale.

“Ben venga l’incontro tra governo e vertici di Alitalia – ha detto Stefano Pedica del PD – per mediare sulla questione relativa al contratto. Tuttavia, bisogna evitare che ancora una volta siano i lavoratori a pagare il prezzo più alto della crisi aziendale”.

“Governo ed enti locali -rileva- devono fare il massimo sforzo per tutelare i lavoratori che hanno già pesantemente pagato gli errori del passato. E l’azienda ha il dovere di portare subito al tavolo del governo un piano di rilancio che non sia l’ennesimo piano lacrime e sangue per i dipendenti. Nel 2008 mi sono battuto con i lavoratori per salvare la compagnia di bandiera dal declassamento”. I capitani coraggiosi al tempo del governo Berlusconi, aggiunge l’esponete del Pd, “hanno dimostrato solo di aver fatto cassa, senza rilanciare l’azienda. Il Pd deve continuare a stare accanto a tutti i dipendenti che ancora una volta, se ce ne sarà bisogno, dovranno scendere in piazza per difendere il loro lavoro e noi staremo al loro fianco”. 

Sciopero imminente

I lavoratori non staranno a guardare, è in sintesi il commento dell’USB.  “I lavoratori di Alitalia Sai e di Cityliner sciopereranno compatti il 23 febbraio per difendere il proprio posto di lavoro e le condizioni contrattuali” davanti a una crisi che vola sopra le teste dei lavoratori: all’interno di un CdA litigioso, nelle alleanze tra Etihad e Lufthansa dove non si capisce che ruolo possa avere Alitalia, negli incontri riservati a una parte di sigle sindacali e il Governo, che ancora non scioglie la riserva su cosa intenda fare e il Piano industriale rimane tuttora un mistero”. E’ il commento di Francesco Staccioli di USB Lavoro Privato Trasporti, che sottolinea come “i lavoratori non saranno spettatori inermi” che non accetteranno “pacchetti preconfezionati e legati al ricatto”. “Non si può continuare a curare un malato cronico con la stessa medicina e gli stessi dottori che ne hanno persino peggiorato le condizioni – insiste il sindacalista USB. – Gli anni buttati via dietro piani fallimentari impongono una scelta radicale e onerosa che pensiamo possa essere sostenuta attraverso la nazionalizzazione di un’Azienda strategica per gli interessi nazionali”. “Non più un posto di lavoro perso, non più il far west senza regole dentro un settore che sviluppa” conclude Staccioli.

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