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Dj Fabo e’ morto. Una scelta di dignità che l’Italia non tollera

ROMA – “Fabo e’morto alle 11.40”. Lo afferma in un tweet Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni che ha accompagnato il ragazzo in Svizzera. “Ha scelto di andarsene – prosegue nel tweet – rispettando le regole di un Paese che non e’ il suo”. 

 E’ così finita l’odissea di dj Fabo che aveva deciso con convinzione di morire. Una scelta non prevista on Italia, che ha sollevato non poche polemiche.

“Che vergogna quello che sta succedendo a DJ Fabo, e’ intollerabile la sua impossibilita’ di ‘farla finita’. Non e’ possibile che nel nostro paese, l’eutanasia faccia cosi’ paura, sono moltissime le leggi sull’argomento che giacciono in parlamento, ma nessuno osa per mancanza di coraggio affrontare fino in fondo la questione. L’eutanasia non e’ un suicidio assistito bensi’ la possibilita’ dell’individuo di scegliere di vivere o meno con le sue sofferenze fisiche o psicologiche causate da gravi patologie o disastrosi eventi”. Così aveva detto in una noto Ileana Argentin, deputata Pd. “Io- aggiunge- sono disabile al 100%, muovo solo le dita della mano sinistra ma sono felice di essere, amo la vita ed ogni giorno per me e’ una conquista inrinunciabile pur non potendo grattarmi il naso se mi prude o fare pipi’ da sola, ma cio’ non mi impedisce di rispettare le scelte di vita altrui.

Fabiano Antoniani vive da tre anni, a seguito di un grave incidente, nel buio totale a causa della sua cecita’ e nell’immobilismo completo dovuto ad una tetraplegia, lui giace in un letto vedendo ‘nero’ e vuole mantenere la sua dignita’ scegliendo di lasciarsi andare. Perche’ noi dovremmo impedirglielo? chi siamo? La liberta’ di scelta di oggi soggetto va rispettata e non devono essere le nostre emozioni ne tanto meno i nostri pregiudizi ed egoismi a limitare la sua volonta’. Per questo serve la legge, oggi lui e’ stato costretto ad andare in una clinica in Svizzera per poter morire ed anche questa e’ una grave ingiustizia”. “Il dj se lo e’ potuto ‘permettere’- sottolinea Argentin- non solo culturalmente ma anche economicamente. Chi non ha i soldi che fa? Non e’ libero neanche di morire in questo paese. Tutto questo vi sembra il volere di Dio? No, da cattolica non ci sto, lasciate stare nostro signore per trovarvi degli alibi e mettiamoci tutti insieme al lavoro per fare una norma che almeno sulla fine dei soggetti che vivono il dramma della sofferenza dia pari garanzie a tutti allo stesso modo”. 

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