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Terremoto. All’Aquila ancora troppi ritardi ed errori commessi nella ricostruzione

Legambiente e Fillea Cgil: “Non si ripetano gli stessi errori nelle zone terremotate del Centro Italia. Le aree del cratere diventino un esempio virtuoso di ricostruzione sicura,  sostenibile, innovativa garantendo legalità e trasparenza” . Nasce l’Osservatorio nazionale per la ricostruzione di qualità

Otto anni fa la tragedia del terremoto dell’Aquila che ha devastato ilcapoluogo abruzzese e tanti piccoli comuni. Un sisma che ha provocato morte e distruzione e a otto anni di distanza i segni che ha lasciato sono ancora visibili. La città dell’Aquila fatica a rinascere segnata da una ricostruzione a due velocità, quella spedita delle periferie con le cosiddette “New Town”, e quella lenta del centro storico e degli edifici pubblici a partire dalle scuole. Al dramma del sisma si è affiancato quello dell’abbandono di molti comuni, delle terre, delle imprese. Errori gravi, quelli commessi nella ricostruzione della città abruzzese segnata da speculazioni, scandali e ritardi, che non devono essere ripetuti nelle zone terremotate del Centro Italia colpite dal sisma a partire dal 24 agosto 2016.

È questo il messaggio che Legambiente e Fillea Cgil lanciano oggi in vista dell’anniversario del terremoto dell’Aquila per ribadire l’importanza di una ricostruzione post-sisma di qualità, sostenibile e innovativa che deve essere attuata nelle zone del Centro Italia colpite dal sisma e che rappresenta un’occasione fondamentale per tracciare un nuovo sviluppo per queste aree, già segnate dal fenomeno dello spopolamento. Una ricostruzione antisismica, energeticamente sostenibile e sicura che si deve avvalere anche del coinvolgimento dei cittadini, capace di leggere le trasformazioni avvenute (ambientali, demografiche, tecnologiche, di bisogni), che si intrecci con politiche di sviluppo mirate capaci di favorire nuovi modelli produttivi ispirati all’economia circolare e all’efficienza energetica, in un rapporto positivo con il territorio, la propria storia, cultura, tradizioni.

Per questo Legambiente, la principale associazione ambientalista, e la Fillea Cgil, il principale sindacato delle costruzioni, hanno firmato un protocollo per promuovere un Osservatorio nazionale per una ricostruzione di qualità, che sarà ubicato presso l’area del Cratere. Sarà aperto ai contributi di tutte le forze sociali, del volontariato, del civismo, delle istituzioni che condividano le finalità di una ricostruzione pubblica e privata, residenziale e di impresa, di qualità. Tra le priorità dell’Osservatorio: la ricostruzione delle scuole, la gestione delle macerie finalizzate al recupero e al riutilizzo, l’attenzione alla qualità e sicurezza del lavoro.

“Il terremoto dell’Aquila del 2009 e quelli che di recente hanno colpito il Centro Italia – spiega Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente – ci ricordano che l’Italia è un Paese fragile e a rischio sismico, per questo è fondamentale investire sulla prevenzione, sulla messa in sicurezza del territorio e del patrimonio edilizio e puntare su una ricostruzione sostenibile e di qualità. Non sono più ammessi ritardi ed errori. Per questo insieme alla Fillea Cgil abbiamo deciso di costituire un Osservatorio nazionale per la ricostruzione di qualità, che vuole essere una sorta di sentinella del territorio per aiutare i cittadini e monitorare l’andamento della ricostruzione di queste aree, con un occhio attento e vigile anche sulla questione lavoro, perché ambiente e lavoro sono due temi che viaggiano insieme”.

“Occorre avviare subito i cantieri per ricostruire scuole e strade – dichiara Alessandro Genovesi, Segretario Generale della Fillea Cgil – occorre pianificare già gli interventi per la ricostruzione delle prime case e delle imprese, agricole e turistiche in primis. E occorre farlo premiando chi ricorre a materiali innovativi, chi recupera, chi scommette sulla sicurezza dei lavoratori e contro ogni forma di lavoro nero. Per questo chiediamo con forza l’estensione del Durc di congruità a tutta l’area del cratere, un coinvolgimento delle organizzazioni sindacali e una partecipazione dal basso delle popolazioni, le prime ad essere interessate ad una ricostruzione fatta bene e fatta presto. L’Osservatorio nazionale vuole essere uno stimolo a tutto ciò perché qualità della ricostruzione e qualità del lavoro sono due facce della stessa medaglia”.

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