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Referendum Alitalia, sindacati sotto accusa. La lettera di un dipendente

ROMA – L’ha definito un “accordo stonato” un dipendente Alitalia che si firma un papà Assistente di volo, la cui lettera, dedicata ai sindacati confederali, sta girando sui social network.

Una missiva che la dice lunga sull’operato dei sindacati e sulla necessità di essere rappresentati in una vertenza che si sta trascinando da troppo tempo e per la quale finora hanno pagato solo i dipendenti.

LA LETTERA

Grazie per la vergognosa e raccapricciante sorpresa di Pasqua. Ancora una volta paghiamo SOLO NOI per errori di altri. Ancora una volta vi siete inchinati… per un “piano industriale” ritenuto da tutto il mondo inefficace ed inutile, continuando a firmare accordi NON condivisi dai lavoratori e permettendo la sistematica mortificazione dei contratti. E’ questo ciò che meritiamo, dopo aver già pagato un altissimo contribuito sociale ed economico per aver salvato questa azienda da almeno due fallimenti?

Avevate l’ennesima possibilità per riconquistare Fiducia e Credibilità. L’avete miserabilmente e definitivamente persa anche stavolta.

Diritti e tutele conquistati in 71 anni di storia dell’aviazione civile per un lavoro che non può essere considerato uguale agli altri, precipitano nel vuoto in compagnia di un sindacato che non esiste più. Colpiti dalla sindrome di “Ponzio Pilato”, state assistendo al linciaggio degli Assistenti di Volo per un Referendum farsa organizzato con l’arte del ricatto, consapevoli che lavoratori con mansioni e contratti diversi, composti da parte economica e normativa specifiche, non possono decidere il futuro gli uni degli altri.

State portando a termine il progetto della svendita della nostra Normativa contrattuale, della nostra professionalità.

IN CAMBIO DI COSA?

Voi siete li per proteggere noi, non dimenticatelo mai.  E per questo incarico, avete a disposizione permessi profumatamente pagati…dall’azienda. A dicembre 2014 avete permesso il sacrificio della tredicesima dei soli Naviganti. Soltanto sei mesi prima la nostra busta paga era stata saccheggiata per un prelievo di centinaia di euro come contributo alla “causa”. E cosi, per entrare nelle grazie dell’Emiro, abbiamo anche dovuto subire l’umiliazione della deportazione in terra araba per diventare…”Bravissimi”. Nel frattempo avete permesso la sepoltura dell’esperienza favorendo persone acerbe provenienti da altre realtà aziendali.

Dietro l’alibi di una apparente discontinuità, nulla è cambiato in un’Azienda che non vuole cambiare. Ed in questo accordo stonato, dove sono finite quelle responsabilità riconosciute sia dalla politica che dai media, sulla gestione fallimentare e miope di questa azienda? E dove sono i tanti colleghi ingiustamente licenziati da un’azienda che continua nel suo atteggiamento intimidatorio e repressivo ad umiliare le persone e la loro professionalità. Mi chiedo: “E’ questo ciò che state insegnando ai vostri figli? È questo il mondo che state disegnando per loro? Sarebbe bello fare attività sindacale per pura passione, probabilmente assisteremmo a comportamenti più nobili. L’ennesimo schiaffo NO…non lo meritiamo davvero e, potete starne certi, non lo dimenticheremo mai.

Oggi voglio guardare negli occhi i miei figli e votare NO…per loro. 

Un papà Assistente di Volo

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