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Iraq: Mosul, liberata 11enne yazida rapita dallo Stato islamico

MOSUL  – Le forze irachene hanno liberato una bambina yazida rapita dallo Stato islamico (Is) nella citta’ di Mosul. Lo ha annunciato il capo della polizia federale irachena, Raed Shaker Jawdat.

La giovane ha appena 11 anni, si chiama Farah Dakhil ed era stata rapita da un terrorista nel quartiere Al Tanak, a ovest di Mosul. Sono ancora 3.400 gli esponenti della minoranza yazida ancora nelle mani dello Stato islamico, tra cui bambini usati dai terroristi per compiere attacchi suicidi. Lo ha detto ad “Agenzia Nova” il direttore del comitato di assistenza agli yazidi nella citta’ irachena di Dohuk, Hussein Qaidi. Altri 2.936 yazidi sono invece stati liberati dal gruppo terroristico. Due donne sono riuscite a fuggire dalla prigionia in Siria riuscendo a raggiungere ieri le forze di sicurezza. Qaidi e’ tornato a chiedere alla coalizione internazionale, all’esercito iracheno e alle forze curde Peshmerga di chiudere la strada da Mosul verso la Siria per impedire che il gruppo jihadista trasferisca i prigionieri nel paese vicino e ha sottolineato che l’Is sfrutta i bambini yazidi per addestrarli allo scopo di usarli negli attacchi suicidi.  

Lo scorso 9 marzo la deputata yazida irachena Vian Dakhil aveva detto che gli yazidi scomparsi in Iraq erano 3.500. “Continuiamo a seguire i progressi delle forze di sicurezza irachene a Mosul e Tal Afar, dove e’ possibile che centinaia di yazidi siano tenuti prigionieri”, aveva detto la Dakhil, attraverso un comunicato stampa. Nel rapporto del giugno 2016, la commissione indipendente d’inchiesta sulla Siria istituita nel 2011 dal Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite ha definito “genocidio” le violenze commesse dallo Stato islamico nei confronti del popolo yazida in Iraq, facendo particolare riferimento ai tragici eventi avvenuti nell’area di Sinjar, vicino al confine siriano.  

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