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Alitalia commissariata, torna in vendita

ROMA – Su Alitalia il governo esclude il salvataggio pubblico dopo che il referendum dei lavoratori ha bocciato il preaccordo tra azienda e sindacati sul piano industriale. “Indietro non possiamo tornare.

Qualcuno si è convinto ci sarebbe stato l’ennesimo salvataggio pubblico. Lo dico chiaramente: non ci sarà”, ha detto intervistato da ‘La Stampa’, il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, il quale ha aggiunto che la compagnia, dopo il commissariamento, sarà venduta al “miglior offerente”. Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha ricordato che il commissariamento durerà sei mesi “per portare avanti il processo di cessione degli asset in modo ordinato senza danneggiare i viaggiatori e la mobilità. Perché oggi per noi queste sono le priorità: non creare disservizi per i viaggiatori e ridurre al minimo i costi per i contribuenti”. “Oggi” stesso comincia il confronto con Bruxelles per il prestito ponte, “il minimo indispensabile per completare il processo”, ha affermato Calenda su ‘Il Corriere della Sera’. 

 Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, su ‘La Repubblica’, non ha negato che a “rischio” potrebbero essere circa 20mila lavoratori: oltre ai 12.500 dipendenti della compagnia gli ottomila dell’indotto e intervistato a Radio Anch’io su Radio1 Rai, ha invitato a “tenere i nervi saldi. Naturalmente noi ci facciamo carico” del compito che spetta al “governo, la legge ci dà strumenti per gestire queste situazioni” ma la “fase è delicata” e occorre muoversi, ha sottolineato il ministro, “nello spirito di trovare una soluzione”. Chiede tempo il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, intervistato nel corso della trasmissione “Unomattina” di Rai1. 

“Quello che ci ha presentato Alitalia è il terzo piano industriale che fallisce nel giro degli ultimi anni e poi le responsabilità dell’impresa vengono scaricate sui lavoratori e sul Sindacato, come se l’avessimo gestita noi”, ha dichiarato aggiungendo: “Ora propongono il commissariamento subito e invece occorre ancora un po di tempo per ragionare. Per esempio, cosa significa ‘aiuti di Stato’? E gli aiuti regionali per altre compagnie non sono forse la stessa cosa? Inoltre – ha incalzato il leader della Uil – abbiamo evidenziato che ci sono stati 750 milioni di sovraccosti perché l’Alitalia, ad esempio, paga di più il carburante, il leasing, la biglietteria e altro. Questa azienda, poi, ha dovuto subire un accordo capestro che, di fatto, ha permesso a Klm, Air France e Delta di decidere sulle rotte intercontinentali di Alitalia“. “Per me – ha concluso il numero uno della Uil – la partita non è chiusa e bisogna fare di tutto per evitare che 20mila famiglie subiscano le conseguenze di questa situazione. Noi speriamo di riaprire la discussione sul piano industriale, a partire proprio dalla riduzione dei sovraccosti e dall’eliminazione degli sprechi, altrimenti questa Compagnia, a pezzi o tutta intera, rischia comunque di essere svenduta con enormi costi sociali”. 

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