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Appalti Fiera Milano, gup: Nastasi agevolò Cosa Nostra

MILANO  – In tre anni, il suo consorzio di cooperative, Dominus Scarl, era riuscito a ottenere da Nolostand, società interamente controllata da Fiera Milano, appalti del valore complessivo di 18 milioni di euro per l’allestimento di stand fieristici e anche di alcuni padiglioni Expo.

Secondo il giudice che lo ha condannato a 8 anni e 10 mesi di carcere in abbreviato, Giuseppe Nastasi ha “consapevolmente e volontariamente agito (…) con la specifica volontà di agevolare l’associazione mafiosa” di Cosa Nostra. Il suo obiettivo, precisa ancora il gup di Milano, Alessandra Dal Corvo, nelle motivazioni della sentenza emessa il 3 febbraio scorso, era “creare e preservare riserve occulte di denaro per foraggiare l’associazione mafiosa”. Nastasi venne arrestato l’11 luglio scorso insieme ad altre dieci persone.

Tutte accusate dagli inquirenti della Dda di Milano di associazione a delinquere associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati tributari, appropriazione indebita, riciclaggio. A Nastasi, personaggio ritenuto “intraneo all’entourage di Matteo Messina Denaro” e suo padre Calogero venne anche contestata l’aggravante mafiosa. Secondo l’accusa formulata dal pm Paolo Storari, Nastasi avrebbe messo in piedi, attraverso consorzio Dominus, una serie di società cartiere, tutte intestate a prestanome, per emettere false fatture e creare fondi neri all’estero. Parte del denaro così accumulato sarebbe poi rientrato illegalmente in Italia e messo a disposizione delle cosche siciliane legate dell’Ennese e del Nisseno. Ricostruzione accolta dal gup Del Corvo: “Alla famiglia mafiosa di Pietraperzia – scrive – sono stati destinati o erano destinati i proventi dell’attività delittuosa”. 

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