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Amnesty: Rapporto 2016 2017. Sotto accusa le politiche che alimentano divisione e paura

GENOVA – Giovedi 18 maggio 2017 alle ore 18, presso la libreria Feltrinelli Libri e Musica  di via Ceccardi a Genova, si terrà la presentazione del rapporto annuale 2016 2017: “La situazione dei diritti umani nel mondo”.

Interverranno Riccardo Noury, Portavoce di Amnesty International Italia e Alessandra Ballerini, avvocata civilista in diritti umani e dell’immigrazione, che saranno introdotti da Paolo Bensi, Responsabile Amnesty International Liguria, e da Emanuela Massa, Responsabile Educazione ai Diritti Umani Circoscrizione Liguria.  

Il rapporto contiene una dettagliata analisi della situazione dei diritti umani in 159 paesi e segnala che gli effetti della retorica del “noi contro loro” che sta dominando l’agenda in Europa, negli USA e altrove nel mondo, stanno favorendo un passo indietro nei confronti dei diritti umani e rendendo pericolosamente debole la risposta globale alle atrocità di massa.

“Il 2016 è stato l’anno in cui il cinico uso della narrativa del ‘noi contro loro’, basata su demonizzazione, odio e paura, ha raggiunto livelli che non si vedevano dagli anni Trenta dello scorso secolo – ha dichiarato Salil Shetty, Segretario generale di Amnesty International –  Un numero elevato di politici sta rispondendo ai legittimi timori nel campo economico e della sicurezza con una pericolosa e divisiva manipolazione delle politiche identitarie allo scopo di ottenere consenso“. 

 “La fabbrica che produce divisione e paura ha assunto una forza pericolosa nelle questioni mondiali. Da Trump a Orbán, da Erdoğan a Duterte, sempre più politici che si definiscono anti-sistema stanno brandendo un’agenda deleteria che perseguita, usa come capri espiatori e disumanizza interi gruppi di persone“, ha proseguito Shetty. 

I profondi cambiamenti politici del 2016 hanno messo in evidenza quanto la retorica dell’odio possa far emergere il lato oscuro della natura umana. La tendenza mondiale verso politiche sempre più aggressive e divisive è stata ben illustrata dalla velenosa retorica utilizzata da Donald Trump nella sua campagna elettorale.  Ma anche in altre parti del mondo i leader politici hanno puntato sulla paura, sulle accuse e sulla divisione per conquistare il potere. 

Nel 2016 i governi hanno chiuso gli occhi di fronte a crimini di guerra, favorito accordi che pregiudicano il diritto a chiedere asilo, approvato leggi che violano la libertà di espressione, incitato a uccidere persone per il solo fatto di essere accusate di usare droga, giustificato la tortura e la sorveglianza di massa ed esteso già massicci poteri di polizia.

I governi se la sono presa anche con i rifugiati e i migranti, spesso visti come facili capri espiatori. Il Rapporto 2016-2017 di Amnesty International denuncia che 36 paesi hanno violato il diritto internazionale rimandando illegalmente rifugiati in paesi dove i loro diritti umani erano in pericolo.

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