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Festa dei Popoli. Migranti: 50 comunità etniche in piazza S. Giovanni

ROMA. – Le oltre 50 comunita’ etniche di Roma si incontreranno domani a San Giovanni in un clima di armonia e accoglienza. Torna infatti la Festa dei Popoli nata da un’intuizione pastorale dei missionari scalabriniani ventisei anni fa, e che da dodici si e’ affermata come un importante evento diocesano. Quest’anno l’organizzazione e’ affidata alla Impresa Sant’Annibale Onlus, che segue la spiritualita’ dei rogazionisti.

La giornata iniziera’ alle ore 9 nel piazzale antistante la basilica con l’accoglienza, la visita agli stand e l’animazione per i piu’ piccoli. E’ prevista la celebrazione eucaristica nella basilica lateranense presieduta dal vescovo Paolo Lojudice, ausiliare per il settore Sud di Roma e responsabile della Migrantes della diocesi, sara’ concelebrata da sacerdoti di diverse nazionalita’, tra i quali figurano ovviamente gli incaricati diocesani per ucraini, filippini, romeni, peruviani, cingalesi, cinesi ecc. All’iniziativa parteciperanno infatti Migranti giunti dal Nord e dal Sud del mondo, da Est e da Ovest: sudamericani, libanesi, africani, albanesi, russi, rumeni, che condividono la fede in Cristo anche se di riti diversi. 

 La Festa dei Popoli – sottolinea Roma Sette – prevede anche la degustazione di prodotti tipici delle comunita’ partecipanti, spettacoli folkloristi ed esibizioni di artisti provenienti da tutto il mondo. Nel momento del pranzo, condivideranno i loro piatti tipici. Cosi’ gli eritrei porteranno lozighini’, uno spezzatino di carne speziato; chi proviene da Capo Verde presentera’ ilcachupa, piatto nazionale a base di carne o pesce; i congolesi prepareranno la Gallina alla Moambe e la foglia di tapioca con melanzane. Filo conduttore della festa saranno le parole di Papa Francesco: “Costruiamo ponti non muri”. “Il nostro vescovo ci da’ l’esempio. Vogliamo creare relazioni, segni di amicizia nella quotidianita’, perche’ l’amicizia superi la paura. La Festa dei Popoli vuole manifestare che a Roma c’e’ una quotidianita’ fatta di tanti momenti di convivenza serena. Vuole segnalare che ci sono tanti Migranti che lavorano onestamente e regolarmente, sottolinea monsignor Paolo Felicolo, direttore dell’ufficio diocesano per la pastorale dei Migranti. “In un momento in cui la migrazione e’ vista da molti costantemente come emergenza e problematicita’, in particolare dopo i numerosi sbarchi – spiega ancora Felicolo -, vogliamo mostrare un altro volto della quotidianita’ della realta’ migratoria, che e’ anche festa, condivisione, integrazione. Perche’ crediamo che la migrazione sia ricchezza, confronto”. 

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