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100 autori. A difesa del decreto su nuove quote di investimento per Tv e piattaforme digitali

Gli autori del Cinema e della Tv sostengono il ministro Franceschini a difesa delle nuove quote di investimento per Tv e piattaforme digitali. 

“La proposta del Ministro della Cultura Dario Franceschini stimola la crescita industriale e culturale di un sistema strategico per il Paese. Gli autori italiani non accettano revisioni al ribasso. Più risorse significano più concorrenza, creano più qualità nei film, nelle serie tv, nei documentari e nelle opere d’animazione”.

Questa è l’unica risposta possibile all’ennesimo tentativo di esercitare una pressione sulle istituzioni da parte dei broadcaster che paventano il rischio di “impatti negativi a livello economico ed editoriale per il sistema radiotelevisivo” e hanno nuovamente invitato il ministro a rivedere la sua proposta di modifica del Testo unico dei servizi media audiovisivi e radiofonici (Tusmar). 

Il decreto prevede l’obbligo di aumentare progressivamente gli investimenti e la programmazione di prodotti audiovisivi italiani ed europei da parte delle emittenti televisive e delle piattaforme a pagamento e on line.

Non solo: viene integrata, come da normativa europea, l’attuale definizione di “produttore indipendente”,  sempre di più una figura chiave nellla risistemazione del settore dell’audiovisivo e nella ridefinizione delle quote dei diritti.

“La crescita e la stabilizzazione degli investimenti delle emittenti per il cinema e la tv è fondamentale” afferma Andrea Purgatori, portavoce dei 100autori: “Oggi è più che mai urgente mettere tutto il sistema in condizione di liberare il maggior numero di risorse per aumentare la qualità incrementando la competizione. Su questa scelta, il ministro ha tutto il nostro sostegno”.

“Cinema e tv hanno bisogno di una politica integrata e coordinata, di provvedimenti capaci di favorire la produzione di nuovi contenuti originali e di qualità”, dichiara Gabriele Salvatores.

“Il Ministro Franceschini vada avanti: tutti gli autori chiedono regole certe per il settore e lo incoraggiano a garantire nuove risorse e continuità agli investimenti delle tv, in difesa e nell’interesse del pubblico che avrebbe un prodotto più vario e ricco”, ribadisce Daniele Luchetti. 

Per Giorgio Diritti: “E’ un po’ un paradosso che si critichi una scelta importante per far crescere la produzione culturale  italiana.   La scelta del Ministro Franceschini è un impulso prezioso  per la valorizzazione  di un patrimonio, la creatività artistica che ha distinto nel mondo il nostro paese. Una maggiore solidità del sistema produttivo culturale creerà qualità, sviluppo, rafforzando l’interesse e le vendite in ambito  internazionale.”

“Questo decreto è un passo necessario per dare anche al nostro cinema e ai suoi autori la certezza di un afflusso di risorse come quelle che hanno garantito sviluppo creativo e solidità finanziaria alle maggiori cinematografie europee”, sostiene Edoardo De Angelis.

Era il gennaio del 2013 quando tutti gli autori accoglievano con soddisfazione, dopo ben cinque anni di battaglie, la firma del decreto sulle quote, fortemente osteggiato, anche allora, dalla lobby dei network – che sullo sfruttamento delle opere dell’audiovisivo hanno realizzato ingenti profitti. Gli autori italiani chiedono adesso che venga riconosciuta all’industria una nuova possibilità di crescita e di rilancio.

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