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14 novembre: la Giornata mondiale del diabete quest’anno è dedicata alle donne

Nel mondo circa 415 milioni di persone hanno il diabete, un numero destinato diventare 642 milioni nel 2040. Attualmente una donna su 10 ne soffre.

Questa malattia ogni anno ne porta a morte 2,1 milioni  collocandosi così al nono posto tra le principali cause di morte nel mondo. 

In Italia le donne con il diabete sono circa 2 milioni. Le complicazioni di questa malattia, anche se con qualche differenza, sono le stesse che per gli uomini: rischio di perdere la vista per la retinopatia, di amputazioni, di andare in dialisi per l’insufficienza renale, di morire per un infarto o per un ictus.

Ma il diabete per le donne può significare anche difficoltà a concepire un figlio (2 donne su 5 di quelle con il diabete sono in età riproduttiva, ricorda l’International Diabetes Foundation) e devono fare più attenzione delle altre durante la gravidanza per la loro salute e quella del bambino. Una gravidanza su 10 in Italia è inoltre insidiata dal diabete gestazionale, condizione ancora poco conosciuta e ricercata attraverso lo screening con la curva da carico glucidico, che mette a serio rischio la salute di madre e del figlio.

“L’unico vero modo di arrestare il dilagare del diabete di tipo 2 – ha affermato Enzo Bonora, presidente della Fondazione diabete ricerca, in conferenza stampa per illustrare le iniziative della Società italiana di diabetologia per la Giornata mondiale – è un impegno massiccio delle donne: sono loro che si occupano dei pasti nella maggior parte delle famiglie, loro che possono far cambiare alcune abitudini diffuse e poco salutari, loro che possono promuovere l’attività fisica di figli e nipoti”.

“Quest’anno –ha ricordato  Giorgio Sesti, presidente della Società Italiana di Diabetologia – la Giornata Mondiale del Diabete (GMD) cade nel trentennale dell’approvazione della Legge 115/87 che ha sancito per la prima volta la necessità di svolgere azioni rivolte alla prevenzione e alla diagnosi precoce della malattia diabetica, al miglioramento delle modalità di cura dei cittadini diabetici, alla prevenzione delle complicanze, alle agevolazioni per l’inserimento dei diabetici nelle attività scolastiche, sportive e lavorative e al reinserimento sociale dei cittadini colpiti da gravi complicanze, al miglioramento dell’educazione sanitaria della persona con diabete e della sua famiglia e all’aggiornamento professionale del personale sanitario addetto ai servizi diabetologici”.

Ma il diabete resta ancora una patologia dalle conseguenze ampiamente sottostimate, dalla gravità mal percepita. Per questo bisogna continuare a parlarne, in occasione della Giornata Mondiale, che si celebra in tutto il mondo il 14 novembre, per proseguire tutto l’anno. Con iniziative e linguaggi vari, in grado di raggiungere tutte le fasce della popolazione, come quelle messe in campo dalla SID in collaborazione con Federfarma (screening gratuito del diabete nelle farmacie nella settimana a cavallo della giornata mondiale) o come la campagna ‘Sfidiamo il diabete’ realizzata dalla ‘Fondazione Diabete Ricerca’ onlus e dalla SID, che vede anche la collaborazione dei supermercati ‘Esselunga’ per i prossimi sei mesi; un’iniziativa quest’ultima mirata a raccogliere fondi per la ricerca indipendente, più che mai vitale in Italia.

E’ chiaro comunque che la prevenzione è fondamentale per evitare di prendere questa malattia e va fatta fin dalla più tenera età. Noi abbiamo  i bambini più grassi d’Europa perché mangiano troppi zuccheri e troppi carboidrati e fanno poco movimento. Le mamme devono capire che un bambino grasso non è un bambino sano e bello e soprattutto che un bambino in sovrappeso oggi vuol dire un adulto obeso domani, quindi occorre dare  più spazio al consumo di verdure cotte e crude, alle proteine  e alla frutta diminuendo il consumo di  zuccheri e carboidrati.

                                   

                                   

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