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Il Novruz da Babilonia a Baku

In Azerbaigian sono iniziati anche quest’anno i festeggiamenti per il Novruz, la festa più attesa dal popolo azerbaigiano, che coincide con il 20 o 21 marzo, equinozio di primavera.

Festività condivisa con altri Paesi appartenenti ad un’area geografica molto estesa, nella Repubblica dell’Azerbaigian, come omaggio alle credenze zoroastriane pre-islamiche, ogni martedì durante le quattro settimane prima delle vacanze, i bambini saltano sopra piccoli falò e accendono candele. Alla vigilia della festa sono visitate e curate le tombe dei parenti defunti. In alcune aree del Caucaso è ancora praticata l’istituzione del “re di Novruz”. Antichi giochi tradizionali e spettacoli come “Kos-kosa” (simboleggia l’arrivo della primavera) e celebrate figure, “Xidir İlyas” (il simbolo della fertilità e della fioritura), la predizione del futuro, ecc. I martedì di Novruz sono considerati sacri. I quattro martedì prendono il nome dagli elementi e si chiamano Su Çǝrşǝnbǝsi (martedì dell’acqua), Od Çǝrşǝnbǝsi (martedì del fuoco), Hava Çǝrşǝnbǝsi (martedì del vento) e İlaxir Çǝrşǝnbǝsi o Topraq Çǝrşǝnbǝsi (martedì della Terra). Secondo la credenza popolare, l’acqua si purifica e si muove; fuoco, terra e vento risvegliano la natura, gli alberi cominciano a fiorire. Tutti questi simboleggiano l’arrivo della primavera. In una forma o in un’altra la festività oggi nota come Novruz era già consolidata presso tutte le principali culture dell’antica Mesopotamia e poi delle aree influenzate dalle civiltà nate lì. Celebrare infatti l’inizio del nuovo anno è tra le feste più antiche e più universalmente osservate, e ha una lunga storia in Oriente. I Sumeri, fondatori di alcune delle più antiche città-stato nell’antica Mesopotamia, hanno celebrato il loro nuovo anno coltivando l’orzo nel primo mese del loro calendario a marzo-aprile e, infatti, il loro nuovo anno fu chiamato la Festa della semina dell’orzo. I loro successori, gli abitanti dell’Antico Regno di Babilonia (ca. 2000 a.C.), celebravano il primo giorno del Capodanno babilonese nel mese di Nisan (tra la fine del mese di Adar e l’inizo di Nisan, tanto che il calendario ebraico moderno e quello islamico usano ancora gli stessi nomi) e la chiamavano “Inizio dell’Anno”. Tali celebrazioni erano strettamente legate a varie divinità e “miti” della creazione, comuni alle antiche culture, e coinvolgevano riti e cerimonie che esprimevano gioia per il rinnovamento della vita, che è l’essenza delle feste di Capodanno.

Ciò che oggi è il Novruz è stato celebrato per almeno 2.500 anni ed è profondamente radicato nei rituali e nelle tradizioni del sistema di credenze dello Zoroastrismo. Il Novruz, come lo si conosce oggi, affonda le radici nella cosmologia della religione “fondata” da Zoroastro (Av. Zaraθuštra Spitāma, c. XI o sec. a.C. IX-VIII sec. a.C.?), nato probabilmente in quella che era la parte più settentrionale della Media Atropatene (Āturpātākān, “Terra dei Fuochi”, corrispondente all’attuale estremità meridionale della Repubblica d’Azerbaigian) e le cui dottrine sono raccolte nell’Avestā. La sua celebrazione ha due filoni, quello religioso e quello laico, entrambi chiaramente evoluti considerevolmente nel corso di molti secoli, quello con l’estensione delle osservanze, l’altro con l’accumulazione di costumi affascinanti e poetici, la maggior parte dei quali speciali.

Il Novruz è una festa antica del popolo azerbaigiano, che riflette la cultura, i valori spirituali nazionali, il folclore e l’identitità nazionale degli azerbaigiani. I secoli di festeggiamenti del Novruz in Azerbaigian hanno lasciato il segno anche nel patrimonio letterario, e ci sono molte poesie dedicate al Novruz scritte da autori azerbaigiani  sia classici e che moderni. Sebbene il Novruz sia una festa propria di molti popoli dell’Oriente, i festeggiamenti sono ancora più rilevanti in Azerbaigian.  

La gioiosità del Novruz, favorita dalla rinascita della natura propria di questo periodo dell’anno, porta con sé tradizioni e usanze positive: i giorni di festeggiamento sono caratterizzati da bontà d’animo e  comportamenti generosi; si ritiene che sia di buon auspicio iniziare la costruzione di un casa in questo periodo,  L’Azerbaigian, all’indomani del ripristino della sua indipendenza, ha sviluppato le sue ricche tradizioni storiche, dopo di che, come altre feste nazionali, anche il Novruz ha assunto rilevanza di festività nazionale e nel 2006, grazie all’Articolo 105 del Codice del Lavoro dell’Azerbaigian, è divenuto una festa ufficiale con esenzione dal lavoro per cinque giorni.


Il 30 settembre 2009, il Novruz è stato incluso nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO e il 23 febbraio 2010, le Nazioni Unite hanno dichiarato il 21 marzo Giornata Internazionale del Novruz.

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