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Ambiente: da Londra l’asfalto ecologico con la plastica riciclata

Bottiglie di plastica usate per costruire strade di asfalto: l’idea arriva dall’ingegnere Toby McCartney e dalla sua azienda scozzese la MacRebur. Una innovazione che ha colpito positivamente l’amministrazione di Londra che, dopo aver asfaltato una strada parecchio trafficata del borgo di Enfield col nuovo “eco-asfalto”, ha deciso di estenderne la sperimentazione ad alcune fermate degli autobus.  

A quanto pare, il prodotto della MacRebur sarebbe più resistente all’usura e durerebbe, quindi, più a lungo dell’asfalto tradizionale: ciò potrebbe contribuire a far diffondere le “strade di plastica” a macchia d’olio nel Regno Unito. Il segreto di questo asfalto è, appunto, nel suo mix di plastiche riciclate: per ogni tonnellata di asfalto vengono infatti impiegati dai tre ai dieci kg di plastica riciclata, usata come collante al posto del tradizionale bitume (ottenuto, invece, dai combustibili fossili). L’azienda si era già occupata dell’asfaltatura di diversi tratti stradali, incluso uno sull’autostrada A7 nel Lake District: intervento che ha permesso di recuperare l’equivalente di 500 mila bottiglie. Tuttavia l’avallo dell’amministrazione londinese dona ben altro respiro alle possibilità di crescita della MacRebur. “Sappiamo tutti che la plastica può avere un impatto devastante sull’ambiente, in particolare quando il prodotto raggiunge i nostri mari e oceani”, sostiene in una nota ufficiale Daniel Anderson, membro del consiglio di Enfield per l’ambiente. 

“Abbiamo tutti la responsabilità di intensificare i nostri sforzi per aiutare l’ambiente riciclando il più possibile”. “Enfield è entusiasta di questa ‘prova su strada’ e speriamo di poter ampliare l’utilizzo di questi materiali nel nostro distretto per deviare la plastica dalla discarica alla costruzione di strada e ridurre così l’utilizzo di combustibili fossili”, conclude Anderson. L’organizzazione di Ocean Watch stima che nel mare ci siano 140 milioni di tonnellate di plastica e nel 2014 meno di un terzo dei rifiuti plastici prodotti in Europa sono stati riciclati: questo la dice lunga sull’importanza del recupero e riutilizzo del materiale. L’idea di utilizzare la plastica per fare le strade non è nuova, comunque: infatti, un paio di anni fa la Kws – società del gruppo edilizio olandese VolketWessel – ha teorizzato un manto stradale fatto di strutture modulari 100% riciclate (costruite in fabbrica e poi trasportate sul luogo di posa), che si incastrano tra loro e possono essere facilmente sollevate e sostituite per favorire gli interventi di manutenzione. Peraltro questi moduli prevedono lo spazio per il passaggio sotterraneo di tubazioni e cavi elettrici. Il prodotto della Kws, inoltre, sarebbe più resistente alla corrosione di quanto non lo sia l’asfalto. Le strade di plastica piacciono anche all’India: nella città di Chennai c’è già la Jambuligam Street, fatta con materiali riciclati. È stata costruita nel lontano 2002 ed è ancora intatta, senza crepe o buche da usura o agenti climatici. Per questo, alla fine dello scorso anno, il governo indiano ha stanziato quasi 11 miliardi di dollari per realizzare oltre 83 mila chilometri di nuove strade “plastificate” entro i prossimi cinque anni. La formula, in questo caso, è venuta in mente a Rajagopalan Vasudevan, professore di chimica presso il Thiagarajar College of Engineering, nella città meridionale di Madurai. La formula prevede l’utilizzo di plastica di scarto triturata che viene aggiunta al bitume riscaldato. 

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