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Marte sarà stazione spaziale internazionale

“Il Cira, Centro italiano di ricerca aerospaziale, con i suoi 300 ricercatori, e’ stato concepito per dare al Paese una struttura di ricerca applicata avanzata nel settore aerospaziale”.

Cosi’ il presidente dell’Asi, Roberto Battiston, durante il primo dei 9 workshop sull’esplorazione e la colonizzazione marziana, dal titolo ‘Esplorazione e colonizzazione del pianeta Marte: scenari operativi e strategia nazionale’, svoltosi presso la sede Asi. “Il Cira ha svolto queste sue funzioni- spiega Battiston- seguendo il programma Prora che ha implicato un investimento molto importante in infrastrutture di grandissimo livello tecnologico. Pensiamo al famoso Scirocco, una galleria del vento supersonica come ce ne sono pochissime al mondo. Ma anche per quanto riguarda l’aeronautica alla galleria del ghiaccio e ad altre strumentazioni con caratteristiche uniche”. “I Prora del passato- aggiunge- stavano in una mezza pagina dattiloscritta, erano linee di indirizzo alta atmosfera, bassa atmosfera, rientro in atmosfera, e non c’erano dettagli programmatici significativi. Questo nuovo Prora introduce una specifica dei progetti con una collaborazione dell’Asi e degli stakeholder industriali, introduce i dettagli dei progetti, quanto costano, in quanto tempo si sviluppano, chi sono i partecipanti e che obiettivi hanno. Per la prima volta abbiamo una documentazione programmatica di alto livello su cui si possono investire risorse ingenti, stiamo parlando di circa 400 milioni di investimento”.

“Dobbiamo capire come fare per operare con una colonia marziana- agiunge Battiston- non sara’ l’anno prossimo, ne fra 5 anni. Dipendera’ se prima ci fermiamo sulla Luna, ma prima o poi sara’ e quando sara’ dovremo essere pronti. Certo queste cose dipendono da una volonta’ politica globale, dalla collaborazione che ne nascera’. La Stazione spaziale internazionale e’ nata in questo modo e i Paesi che l’hanno resa possibile: l’Unione sovietica e gli Stati Uniti, non erano propriamente nazioni amiche quando iniziarono a parlare di una collaborazione partendo dalla Mir e puntando alla Iss”. “Marte- conclude il presidente dell’Asi- sara’ una stazione spaziale internazionale ad una potenza perche’ per pensare ad una capacita’ di arrivare sul Pianeta rosso, restarci e tornare indietro ci vuole una capacita’ programmatica e di investimento di tutto rispetto; almeno dieci volte l’investimento sulla Stazione spaziale internazionale. Tutto questo potra’ essere fatto con una relativa facilita’ se c’e’ una volonta’ globale, coerente fra i Paesi partecipanti. Il giorno in cui riusciremo a completare una missione marziana avremo dovuto sviluppare una tecnologia associata rispetto alla quale la tecnologia odierna impallidira’. Tutta la tecnologia di cui oggi disponiamo si rompe e quando si rompe non si ripara. Riparare un telefonino al negozio sotto casa e’ estremamente semplice, ma quando si rompe uno strumento a 100 milioni di chilometri dalla Terra e’ un discorso diverso, abbiamo bisogno di sviluppare tecnologie che si auto riparano un po’ come fa il corpo umano”.

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