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L’Iterchimica realizza a Roma la prima strada al Mondo con il grafene

Dai test di laboratorio: si prevede un incremento del 250% della resistenza a fatica e, quindi, un sostanziale incremento della vita delle strade, grazie alla nuova tecnologia brevettata al grafene rispetto all’asfalto tradizionale. Sono previste anche altissime percentuali di recupero dei materiali: il 30-40%.. 

La sperimentazione con l’Università La Sapienza di Roma e la Città Metropolitana di Roma Capitale nasce dal brevetto depositato da Iterchimica per un supermodificante al grafene, Ecopave, in grado di rendere le pavimentazioni stradali più resilienti e più durature 

Iterchimica, azienda leader mondiale nel campo degli additivi per l’asfalto, insieme all’Università La Sapienza di Roma e alla Città Metropolitana di Roma Capitale ha dato il via alla seconda fase della sperimentazione che prevede la realizzazione della prima strada al mondo con Ecopave, un supermodificante a base di grafene. L’obiettivo è validare su strada i risultati (almeno +250% di resistenza a fatica) già ottenuti in laboratorio inerenti l’utilizzo di additivi al grafene per gli asfalti che permetterebbero così di aumentare notevolmente la vita utile delle strade.

La prima fase della sperimentazione è consistita nella progettazione, creazione e analisi in laboratorio di Ecopave, il supermodificante a base di nanotecnologie al grafene, per il quale a novembre 2017, dopo tre anni di ricerca, è stato depositato il brevetto. Il grafene utilizzato nel nuovo supermodificante è dell’azienda italiana quotata all’AIM di Londra Directa Plus, tra i più grandi produttori e fornitori di materiali a base grafenica al mondo. I risultati della sperimentazione in laboratorio hanno dimostrato che Ecopave consente l’incremento delle prestazioni, con particolare riferimento all’aumento della resilienza e alla minor suscettibilità alla temperatura ambientale (anche per forti escursioni termiche) e quindi di aumentare la vita utile delle pavimentazioni stradali.

Queste nuove tecnologie come ad esempio la rigenerazione delle vecchie pavimentazioni e i supermodificanti per asfalti, concorrono a raggiungere gli obiettivi previsti dalla Green and Circolar Economy e dai Criteri Ambientali Minimi (CAM) in fase di aggiornamento, attraverso il riuso di materiali e l’aumento della durata delle strade, compresa la relativa diminuzione della manutenzione.

Oggi inizia la seconda fase che consiste, su indicazione della Città Metropolitana di Roma Capitale, nel rifacimento, da parte di A.S. Appalti Stradali, che ha anche prodotto il conglomerato, degli ultimi due strati della pavimentazione stradale di un chilometro nella Strada Provinciale Ardeatina, tra il km 15+800 e il 16+800 in direzione sud. La sperimentazione è stata inserita all’interno di un Accordo Quadro che prevede il ripristino solo superficiale di un tratto altamente dissestato della pavimentazione esistente. Saranno rifatti solo gli ultimi due strati in asfalto superficiali (binder e tappeto di usura) dei tre che compongono la strada (base, binder e usura).

Grazie agli additivi rigeneranti la sperimentazione prevede anche di riutilizzare il 40% di asfalto fresato riciclato (materiale da demolizione della vecchia pavimentazione) per il binder, mentre per il tappeto di usura il 30%; le strade costruite con i supermodificanti saranno riciclabili all’infinito: si può infatti riutilizzare fino al 100% del loro asfalto fresato per realizzare la nuova pavimentazione evitando lo smaltimento in discarica del materiale, l’estrazione di nuovi inerti dalle cave e l’uso di bitume di primo utilizzo.

Nel dettaglio come è realizzato il campo prove sperimentale:

·       un tratto di 250 m con asfalto con bitume “Tal quale” (metodo tradizionale)

·       un tratto di 250 m con asfalto bitume modificato “soft” con additivo Superplast

·       un tratto di 250 m con asfalto bitume modificato “Hard” con SBS

·       un tratto di 250 m con asfalto Ecopave, supermodificante al grafene

Nella terza e ultima fase, il tratto stradale verrà costantemente monitorato con la collaborazione del Professor Nicola Fiore, Tecnico Responsabile Laboratorio Materiali Stradali e Docente di Tecnica e sicurezza dei cantieri dell’Università La Sapienza di Roma. Il monitoraggio prevede controlli sia in fase di posa in opera dell’asfalto, con la raccolta e analisi di campioni delle miscele, sia nei mesi successivi (ipotizzati sino a 72 mesi) attraverso carotaggi e prove dinamiche, anche direttamente sulla strada. Al monitoraggio partecipa anche GRS, società specializzata in rilevazioni stradali con strumenti ad alto rendimento non distruttivi, che realizzerà indagini con apparecchiatura HWD per misurare la resistenza degli strati della pavimentazione. Inoltre, sulla strada è stato installato anche il “d-tech” di Elsis, un sistema di monitoraggio veicolare con telecamera che permetterà di identificare e quantificare il volume di traffico sulla strada.

 “In laboratorio i risultati del supermodificante al grafene sono eccezionali: la vita utile della strada aumenta notevolmente grazie all’incremento della resilienza dell’asfalto e, quindi, la capacità dell’asfalto di resistere, senza fessurarsi a causa degli alti stress di traffico, termici e climatici”, ha dichiarato Federica Giannattasio, Amministratore Delegato di Iterchimica aggiungendo che “grazie alla Città Metropolitana di Roma Capitale possiamo dimostrare in condizioni reali che esistono tecnologie tutte italiane all’avanguardia nel mondo che permettono di migliorare sensibilmente le caratteristiche delle strade con importanti benefici ambientali, oltre a consistenti risparmi economici per Amministrazioni, Cittadini e General Contractors“.

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