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Strepitoso Banksy a Palazzo Medici Riccardi di Firenze

Una mostra promossa e prodotta da MetaMorfosi Associazione Culturale, con il patrocinio di Firenze Città Metropolitana e il sostegno della Regione Toscana, in collaborazione con Muse. In esposizione le migliori 20 immagini di un artista tra i più complessi, geniali e intuitivi del nostro tempo 

FIRENZE – Il più celebre degli street artist, una delle figure più discusse ed acclamate dell’arte contemporanea, approda a Palazzo Medici Riccardi di Firenze. “BANKSY. This is not a photo opportunity” è il titolo della mostra inaugurata giovedì 18 ottobre alle 17.00, alla presenza del Sindaco di Firenze Dario Nardella, di Pietro Folena, Presidente dell’Associazione MetaMorfosi e dei curatori Gianluca Marziani e Stefano S. Antonelli. 

L’esposizione ospita le immagini più note dell’artista, quelle che oltre ad essersi guadagnate la popolarità attraverso i social media, sono anche quelle più esplicative delle tematiche principali della sua ricerca. 
Banksy, dotato di una straordinaria intelligenza creativa ed etica, pur utilizzando un immaginario semplice, di facile fruibilità, mai elementare, ha confezionato messaggi immediati, puntuali e dirompenti su temi sempre attuali, quali il capitalismo, la guerra, il controllo sociale, mettendo in scena le contraddizioni e i paradossi del nostro tempo. Immagini di inaudita potenza etica, evocativa e mediatica.

A raccontare l’universo creativo di questo artista, originario di Bristol che, nonostante la notorietà, continua a rimanere anonimo (fatta eccezione per alcune supposizioni riguardo la sua identità), sono Gianluca Marziani e Stefano S. Antonelli. 
“Banksy, come fosse un Umberto Eco che ha scelto la strada al posto delle aule universitarie, – afferma Gianluca Marziani – somatizza le molteplici contraddizioni semantiche del nostro tempo. In un’epoca dove analogico e digitale convivono per ovvie ragioni, dove la tecnologia velocizza i tempi ma cambia i parametri vitali, dove la Democrazia traballa in mille modi, in un mondo del genere ecco un autore che fa implodere i codici del narcisismo (la peggior patologia collettiva dei nostri giorni), restando invisibile ma lavorando su strade e luoghi pubblici, sgretolando con ironia i poteri forti, inventando icone urbane che somatizzano i nodi lampanti di questo millennio”. 

Spiega Stefano Antonelli: “Sostiene Alvin Gouldner che libri e i giornali hanno favorito la nascita delle ideologie, ovvero la nascita di un discorso razionale sulle idee. Radio, Tv e Cinema, invece, hanno avviato il declino di questo discorso, trasportando lo spazio di elaborazione dal simbolismo concettuale del leggere al simbolismo iconico del guardare. In questa prospettiva Banksy avvia la sua produzione che sfrutta il potere persuasivo, pedagogico, propedeutico, critico ed ermeneutico dell’immagine per attivare un pensiero critico e popolare da lui stesso definito “entry-level”. Il lavoro dell’artista sembra entrare in tensione sul piano polarizzato sul quale opporre immagini di produzione artigianale (B. Groys) al flusso soverchiante di immagini industriali (la pubblicità), utilizzando la cifra del “détournement” situazionista, attraverso un potente strato di tipico ‘british humor’, pratica che lui stesso battezzerà come ‘Brandalism'”.
E’ la prima volta che una mostra esamina e analizza le immagini originali di Banksy all’interno di un quadro semantico esaustivo che ne veicoli origini, riferimenti, relazioni tra gli elementi, implicazioni e piani di pertinenza. 
Il percorso espositivo si compone delle migliori 20 immagini finora prodotte dall’artista, quelle che ne hanno decretato il successo planetario. Si tratta del più grande caso di popolarità per un artista vivente dai tempi di Andy Warhol. E proprio come Warhol, Banksy preferisce da sempre la diffusione orizzontale e seriale di immagini rispetto alla creazione di oggetti unici. Un legame ereditario quello con il padre della Pop Art che è stato anche confermato dalla mostra londinese del 2007, “Warhol vs Banksy”, al The Hospital in Covent Garden, prodotta dallo stesso Banksy. Inoltre, come spesso ribadito da molte firme internazionali, Banksy rappresenta la miglior evoluzione della Pop Art originaria, l’unico che ha fuso assieme la moltiplicazione seriale, la cultura hip hop, il graffitismo anni Ottanta e gli approcci del tempo digitale. 
Tra le opere che si potranno ammirare in mostra anche la celebre serigrafia “Balloon Girl”, quella della bambina con un palloncino rosso in mano, che proprio in questi giorni è stata al centro dell’attenzione mondiale per la sua clamorosa autodistruzione, avvenuta subito dopo essere stata battuta all’asta di Sotheby’s a Londra per oltre 1 milione di euro. 

A completamento del percorso espositivo, il pubblico avrà a disposizione un’infografica sulla cronologia dell’artista, ampie schede storiche sulle opere con documentazione fotografica, i “black books” originali, poster originali di sue mostre, banconote contraffatte e una selezione di video.
L’esposizione sarà visitabile fino al 24 febbraio 2019.  

Vademecum

BANKSY 
This is not a photo opportunity
A cura di Gianluca Marziani e Stefano S. Antonelli
Palazzo Medici Riccardi
Via Cavour 1, Firenze
19 ottobre 2018 – 24 febbraio 2019
aperto tutti i giorni dalle 9,00 alle 19,00
la biglietteria chiude un’ora prima del museo
Prodotta e organizzata da Associazione MetaMorfosi
con il sostegno della Regione Toscana e il patrocinio della Città Metropolitana di Firenze
con il contributo della Fondazione Guglielmo Giordano
Sponsor mostra: Listone Giordano
Media Partner: ArteMagazine

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