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Danza. Istituto di Cultura Coreano: “Il Grande Uomo e Sincronicità”

ROMA – Di recente apparizione nella costellazione degli istituti di cultura stranieri a Roma (ottobre 2016), l’Istituto coreano di cultura, non inferiormente al suo omologo Institut coréen de culture 2 Avenue d’Iéna, 75116 Paris, propone un programma fresco, agile ed aperto che presta grande attenzione alla cultura del paese ospitante.

Provvisto, quello a Roma, di uno staff giovane ed intraprendente di persone padrone della lingua italiana, riesce a dinamizzare le esperienze culturali dei due paesi in un ambiente fisico (una bella palazzina del periodo liberty) eccellentemente restaurato che offre sorprendenti percorsi fatti di corridoi che aprono poi in sale contigue e scalette in perfetto stile coreano e con altrettanto consoni coreani arredi minimali, semplici che segnalano l’essenziale, ovvero la caratteristica di una cultura della meditazione. Grande attenzione viene dedicata alla danza occidentale, sulle orme della grande Maestra Lee Ae-joo, con cui si cercano punti di contatto (ma non solo nella coreutica).

Personalmente fui fotografo per Bottari 2019, Opera Santa Cecilia 2018, Risonanza Ensemble Haru 2019, Gran Galà Opera 2017, The Barberettes live 2017. Chi in Italia dell’infinito patrimonio spirituale dell’oriente, ebbe contezza, fu Eugenio Barba con il suo “Teatro antropologico”.

“Il Grande Uomo” si muove su un percorso millenario di danza; qui la danza popolare degli esorcisti (salpurichum) supporta la storia di un padre di famiglia, ma la coreutica coreana registra anche altre forme espressive: il “seungmu” danza delle monache buddiste, la “taepyeongmu”, graziosità di movenze guidata e vincolata da stringenti canoni, oppure il “yeonggamudo” sistema espressivo di canto e danza ove le mosse del corpo seguono una sequela vocale basata su 5 suoni fondamentali (um, a, o, i, eu) che, legati ad altrettante 5 parti del corpo, fanno esso muoversi innescando quella armonia tipica del rapporto natura-uomo, pilastro della cultura d’oriente e grande insegnamento per un occidente sordo, troppo cartesiano, al massimo capace di sincretismi.

“Sincronicità”. Il pezzo viene affidato alla interpretazione di due danzatori che, o asincroni o in movimento di corrispondenza dialogativa o con sincronicità leggermente ritardata, sullo scandire di musica coreana ma anche occidentale, si parlano con il corpo senza ricorso alla parola. Corpo ricettivo e mente creatrice e trasmissiva, quindi. 

‘Il Grande Uomo e Sincronicità’

Istituto di Cultura Coreano

Via Nomentana 12 ROMA

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