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Consegnato il Premio Argan all’architetto giapponese Hidenobu Jinnai

Filippo Mario Stirati, presidente di ANCSA e Sindaco di Gubbio ha consegnato il prestigioso premio nel corso di una cerimonia nella splendida Sala Trecentesca del Palazzo Pretorio di Gubbio

Per l’eccellenza del contibuto dato all’avanzamento delle conoscenze e delle pratiche per la conservazione attiva dei centri storici” questa la motivazione del conferimento del premio Argan.

Unico. Questo l’aggettivo che più si addice al ruolo ed al lavoro svolto da Hidenobu Jinnai nel corso della sua lunghissima carrieracosì il professor Franco Mancuso, Coordinatore del Comitato Scientifico ANCSA. “Pensando a Jinnai ed al suo costante dialogo tra due nazioni e culture, ho spesso utilizzato l’immagine di un ponte le cui due fondamenta sono l’Italia e il Giappone e più in particolare le città di Venezia e di Tokio. Partito dalla capitale del Giappone per l’Italia il giovane studente Jinnai ha compiuto a Venezia i suoi studi portandone i risultati in patria, dove ha iniziato a “scavare”  sulla città e sulle realtà giapponesi, riportando in Italia i risultati del suo lavoro. Qui ha avuto altre occasioni e spunti di riflessione che si sono concretizzati in convegni e seminari in Giappone, dove ha portato anche una mostra sulle piazze del Veneto,. Tornato nuovamente in Italia ha lavorato sulle realtà rurali e sull’abitare in campagna, portando poi le risultanze di questi studi  in Giappone”.

“Il Premio Argan – ha illustrato la vice presidente dell’Ancsa Paola Falini è stato istituito nel 2006 in memoria del grande storico dell’arte Giulio Carlo Argan che fu anche presidente dell’ANCSA e viene consegnato alle personalità che hanno offerto un contributo fondamentale all’evoluzione del pensiero scientifico e culturale nell’ambito degli studi architettonici e paesaggistici”.

“Valorizzando la mia esperienza di Venezia circondata dall’acqua nel corso delle mie ricerche su Tokyo dal punto di vista di città d’acqua, l’interesse si è allargato alla storia dell’ambiente (eco-history) giungendo a formulare il concetto di suitogaku o “teoria per lo studio delle città dell’acqua”. Questi alcuni estratti dalla lectio magistralis “Città e territori ereditati. Principi e metodi della valorizzazione in Giappone e in Italia” tenuta dal professor Hidenobu Jinnai. “Con questo approccio di antropologia spaziale che include l’interesse per l’acqua ho effettuato ulteriori indagini in altre aree rurali italiane come la Sardegna dove importantissima era l’esistenza di pozzi sacri d’epoca nuragica. Successivamente ho approfondito lo studio del territorio e del paesaggio in Italia in Val d’Orcia e in Giappone a Hino nei pressi di Tokyo. Studi proseguiti nel Laboratorio Jinnai da me istituito all’Università di Tokyo, effettuando valutazioni dal punto di vista della geo-socio-morfologia considerando la struttura del territorio e analizzando la struttura spaziale dei centri storici italiani e dei centri minori dal punto di vista edilizio e del tessuto urbano. Proseguendo in questo modo tramite ricerche comparate in Italia e Giappone è stato possibile rideterminare il valore di città e territori quasi del tutto dimenticati dalla modernizzazione e industrializzazione e ideare metodi validi per rivitalizzarli e trasmetterli. Esiti che sollecitano il mio impegno a proseguire. In futuro desidero approfondire ulteriormente gli scambi con gli esperti e le Istituzioni italiane e continuare a sviluppare ricerche congiunte in questo campo così importante e decisivo per entrambi i nostri Paesi”.

Significativa la presenza alla cerimonia anche dell’architetto Alessandra Vittorini Sovrintendente archeologia, belle arti e paesaggio per L’Aquila e il cratere che ha portato un saluto ricordando che stanotte cadono i dieci anni dal terribile terremoto che distrusse la zona e fece centinaia di morti.

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