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CUBA INTROSPETTIVA. In and out dell’Isola rivoluzionaria

Abbiamo visto la mostra CUBA INTROSPETTIVA e ci ha sorpreso parecchio.

Nel Centro culturale La Nuova Pesa a Roma è tornato il curatore Giacomo Zaza, già direttore artistico dello spazio, e ha portato le sue ricerche sull’arte cubana. 

È interessante la prospettiva incentrata sui traumi post-Rivoluzione, sebbene la Rivoluzione cubana sia ufficialmente ancora viva e quest’anno compia 60 anni. È interessante anche che gli artisti scelti perlopiù vivano all’estero. Anche questo in qualche modo esplicita un punto di vista dentro e fuori il sistema Cuba. 

Cuba evidentemente è starci dentro, ma anche la necessità di andare via. Parrebbe scontato in un mondo globalizzato, scontato decisamente per gli artisti e i ricercatori che per loro stessa natura debbono ampliare i propri orizzonti, ma davvero ci si domanda quanto questo, nel caso dell’Isola, non segni un’esigenza più forte.

La mostra in effetti si muove sulla dualità: due generazioni di artisti, due approcci, due momenti storici che si incontrano nell’attualità, il pubblico e lo spazio privato negato dal Comunismo, la strada e la intimità che si incrociano, anche attraverso un’esteriorizzazione dell’io talvolta portata all’estremo e che leggiamo alla luce della sua negazione sociale.

In particolare lo vediamo nel lavoro di Grethell Rasúa, ma prima ancora – cronologicamente e in mostra – nell’installazione Autorretrato 2 Antonios (1997-2019) di Tonel che, nel piccolo spazio fisico in cui è posta, costringe a una intimità interiore. L’opera incrocia ritratti e pensieri di Antonio Gramsci e tracce della biografia dell’artista. La riflessione intorno alla propria identità, la storia della Sinistra e la storia della propria famiglia si uniscono, nella finzione, con le radici culturali nella Cuba rivoluzionaria. 

La dualità unita alla dimensione fittizia è espressa anche in La maldición de Fantomas di Levi Orta, una video istallazione che ironicamente mostra frammenti televisivi in cui i leader politici sono apparsi con il loro doppio. Si tratta di un lavoro che, come altri presentati, si muove intorno all’iconografia del potere. 

In Grethell Rasúa – protagonista della performance inaugurale in cui ha scritto un’orazione al perdono con il suo sangue –  la dualità si presenta differentemente.

L’artista racconta la società/socialità dei consumi cubana a partire dalle sole proprietà private “concesse” alla popolazione: le produzioni del proprio corpo. Rasúa utilizza secrezioni vaginali, sperma, capelli, pelle per realizzare gioielli su commissione dei proprietari degli scarti umani o, nel caso delle feci, per concimare piante aromatiche da cucina. Così dà vita a una certa forma di economia circolare, nel senso che le produzioni finali vengono vendute perlopiù ai produttori delle materie prime. Con il suo agire relazionale e con i video, i gioielli e la performance trasforma il brutto in bello, afferma.

L’opera del duo Celia-Yunior, Colonias Epífitas, esplicita questa unione pubblico-privato attraverso l’archiviazione, su taccuini fotocopiati, delle abitazioni dei ricchi scappati con la caduta di Batista e di cui si è appropriata la Cuba rivoluzionaria per trasformarli in sedi istituzionali. Come le piante epifite, che crescono su altre piante, così l’Avana rivoluzionaria è cresciuta sull’esistente con una chiara dichiarazione  pure in ordine alla precedente classe dominante.

Completano la mostra opere di Luis Gómez Armenteros e Lázaro Saavedra, Javier Castro, Glenda León e Glexis Novoa.

In generale si nota una eccessiva presenza di lavori nel seppur grande spazio espositivo. Un maggiore respiro avrebbe aiutato la lettura della mostra che a momenti confonde sull’autorialità delle singole opere. Certo è che al contempo questo sovrabbondare e affastellarsi rimanda una vivacità tutta tropicale e una dimensione quasi collettiva, se non aggregativa, della scena artistica proposta. Ci si domanda se sia un caso o una scelta.

CUBA INTROSPETTIVA a cura di Giacomo Zaza

Javier Castro, Celia-Yunior, Luis Gómez Armenteros, Glenda León, Glexis Novoa, Levi Orta, Grethell Rasúa, Lázaro Saavedra, Tonel

fino 10 gennaio 2020. 

La Nuova Pesa

via del Corso 530, Roma

dal lunedì al venerdì ore 10.30 -13.30 e 16.00 – 19.30

info:[email protected] | tel.06 3610892

Didascalie Foto

CELIA-YUNIOR_ Colonias Epifitas 2012-13

Cuba Introspettiva,La Nuova Pesa 2019,ph A La Mastra

GLEXIS NOVOA_ Liberty leading the people 2016

LEVI ORTA_THE FANTOMAS’ CURSE, 2016_ video installazione

TONEL, Autorretrato Como Intellectual Organic, dettaglio, L’Avana 1997

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