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Festa cinema Roma 14. Chiude con “Il peccato – Il furore di Michelangelo” di Andrei Konchalovsky

ROMA – E’ cominciato otto anni fa, incuriosito da alcune rime del Buonarroti, il viaggio di Andrei Konchalovski per conoscere l’artista mondiale e il 28 novembre 2019 arriva sugli schermi “Il peccato – Il furore di Michelangelo”, film di chiusura della festa del cinema di Roma.

L’occhio immaginifico di Koncialovsky vuole ritrarre soprattutto l’uomo che, nella sua visione, potrebbe essere stato. Lontano dalle mitizzazioni. Così nel film troviamo Michelangelo che litiga per i soldi con i familiari, ambiziosissimo, rivale di Raffaello e Sansovino. In un rinascimento realistico, fatto di abiti logori e polverosi, sudiciume e brutture, persino i colori sobri della pellicola ci riportano alla quotidiana fatica di un’umanità in un’epoca crudele e turbolenta. 

Non a caso il titolo riecheggia rime michelangiolesche – “Vivo al peccato, a me morendo vivo;/vita già mia non son, ma del peccato” – che danno l’idea di un personaggio carico di difetti – e in verità è tale anche il genio più inarrivabile – con le sue contraddizioni, i suoi conflitti, i tormenti di un carattere pieno di quel “furore” energetico che è il suo limite e la sua forza creativa. Una delle scene più impressionanti, quella che dà la grandezza e il prezzo della creatività fuor del comune e del concorso straordinario della collettività, è lo spostamento a valle di un mastodontico e informe blocco di marmo, con la sola forza delle braccia, attraverso un complesso meccanismo di funi, carrucole e binari: operazione durante la quale alcuni troveranno la morte. 

Interpreta Michelangelo Alberto Testone, che riesce nel non facile compito di dare anima a un uomo ricco di credenze religiose e pregiudizi, in lotta con se stesso, in bilico tra le famiglie dei Medici e della Rovere dai cui conflitti preferirebbe svicolare ma si barcamena.  Andrei Konchalovsky dice di aver scelto Testone per una somiglianza anche fisica con il Buonarroti, ma forse più ancora per una interiore, giacché – ha aggiunto – lo avrebbe preferito anche se non fosse stato attore. Dopo due ore di sudore, gioie e dissidi – in cui Alberto Testone e l’intero bravo cast ci regalano una full immersion in un rinascimento più primitivo ma non troppo dissimile da noi – sullo schermo appaiono le statue più famose di Michelangelo Buonarroti e, ripensando alle cave da cui fu sgravato il ruvido marmo, il cuore si riempie di estatica meraviglia. Sentimento analogo suscitato da un altro film passato alla storia del cinema che Konchalovski sceneggiò: “Andrej Rublev”, incentrato sul mistero e sulla necessità di creare nonostante la distruttività umana.

Andrei Konchalovsky Studios, Jean Vigo Italia e Rai Cinema

un film di Andrei Konchalovsky

produttore generale Alisher Usmanov

 

con

Alberto Testone

Jakob Diehl

Francesco Gaudiello

Orso Maria Guerrini

Massimo De Francovich

Data di uscita: 28 novembre 2019   

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