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Dalla Casa di Cura Giovanni XXIII Monastier di Treviso l’innovazione per contrastare il Covid-19

Nei laboratori arrivano nuovi strumenti per il controllo e il monitoraggio del Coronavirus 

La Casa di Cura “Giovanni XXIII” – Presidio Ospedaliero di Monastier in provincia di Treviso si dota di sofisticati strumenti di analisi per monitorare la diffusione del Covid-19. Si tratta di innovative cabine flussolaminari particolarmente indicate per la ricerca e l’analisi clinica del Covid-19 che offrono la massima sicurezza agli operatori, ai medici e agli specialisti che sono in costante contatto con l’emergenza pandemica.  ù

In questo modo la Casa di Cura trevigiana, grazie al Know-how raggiunto nei suoi laboratori diagnostici di Ematologia Chimica clinica,  Immunometria,   Microbiologia e Citoistopatologia,  è ora in grado di accelerare ulteriormente il suo iter ospedaliero e di analisi.

La nuova dotazione nei settori della diagnostica e dei controlli legati alla medicina di laboratorio rafforza l’autorevolezza di questa struttura complessa che rappresenta un alto grado tecnologica e una straordinaria preparazione dei suoi medici e operatori sanitari.

Prima in Veneto e quinta in Italia per la protestica all’anca e al ginocchio la “Giovanni XXIII” è una struttura d’eccellenza anche per la spalla, l’urologia, la senologia grazie alla professionalità dei suoi medici e alla strumentazione all’avanguardia adottata come nella chirurgia robotica con il Da Vinci, la diagnostica per immagini con il CAD Stream o il mammografo con Tomosintesi, la TAC a 128 strati, la risonanza magnetica da 1,5 Tesla. La particolare attenzione alla sanificazione degli ambienti ospedalieri ha spinto la struttura a realizzare, unica in Veneto, una centrale di sterilizzazione interna per tutta la strumentazione chirurgica degli ambulatori, del Centro Odontoiatrico con 8 poltrone e in particolare per le sale operatorie, ibride e integrate, ISO 5 tutte con flusso laminare unidirezionale con 15 ricambi aria esterna + 40 di aria ripresa/riciclata e dotate di monitor con sistema “fluid ed touch less” per la massima garanzia di sterilizzazione.

La Giovanni XXIII è un Covid-Free Hospital, nessun paziente è stato contagiato dal virus, perché fin dall’inizio della fase 1 dell’emergenza-Covid 19, pur rimanendo operativa, ha adottato tutte le procedure necessarie per prevenire i contagi e garantire la sicurezza ai propri pazienti.

“Per la fase 2 abbiamo istituto un comitato tecnico scientifico coordinato dal dottor Marco Bassanello Covid Manager – fa sapere Matteo Geretto dirigente della “Giovanni XXIII”- che ha redatto un piano dettagliato per rendere ancora più sicuro l’accesso dei pazienti e degli utenti. Nel contempo ci siamo attivati per l’effettuazione degli screening sierologici e tamponi. L’adozione di queste innovative cabine flussolaminari consentirà ai nostri operatori di lavorare in estrema sicurezza, come sempre abbiamo fatto in struttura, e di garantire alla collettività un servizio qualitativo per l’individuazione del virus in soggetti, anche asintomatici che potrebbero diffondere ulteriormente la pandemia.

“Siamo particolarmente orgogliosi – precisa Giancarlo De Matthaeis, presidente di Labozeta Spa – di poter contribuire nel nostro piccolo all’innovazione di un’azienda ospedaliera come la Casa di Cura Giovanni XXIII di Monastier.   Tra l’altro, non va dimenticato che, a causa del Coronavirus, il Veneto è stato uno delle aree più penalizzate della nostra penisola, ma non per questo ha smesso di contrastare questa pandemia, investendo sulla prevenzione e sul monitoraggio costante. Una reazione – conclude De Matthaeis – a dimostrazione di un’eccellenza consolidata e apprezzata  in tutta Italia.”

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