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Teatro Argentina. “19 luglio 1985. Una tragedia alpina”. 26 e 27 settembre 2020

ROMA – In 19 LUGLIO 1985. UNA TRAGEDIA ALPINAFilippo Andreatta torna a rappresentare, attraverso l’immagine teatrale, il rapporto tra uomo e natura riferendosi al disastro di Stava, cittadina travolta, il 19 Luglio 1985, da una valanga che ne spazzò via l’esistenza.

Alle 12:22:55 del 19 luglio 1985, circa 180.000m³ di fango biancastro travolsero con violenza l’abitato di Stava ad una velocità di 90 chilometri orari, spazzando via tutto in appena 7 minuti: alberi, case, persone, alberghi, strade. Una catastrofe senza salvezza che a quasi 35 anni di distanza risulta ancora irrappresentabile. Filippo Andreatta fondatore di OHT, già autore dello spettacolo “Curon/Graun”, ispirato alla vicenda del paese sommerso in Val Venosta e presentato a RomaEuropa nel 2018, guarda a Stava come momento epifanico dell’ambiguo rapporto tra l’uomo e il paesaggio di montagna e lo affronta come una “tragedia alpina”. Nella scena, svuotata da ogni tentativo di rappresentazione materica, la sola cronaca dell’accaduto ricostruisce istante per istante la storia della tragedia e dipinge un delicatissimo ed emozionante affresco dalla valle distrutta. A riempire lo spazio la musica del corifeo Davide Tomat che si serve della potenza evocativa della musica di Ligeti, eseguita dal vivo dall’Ensemble Vocale Continuum diretto dal Maestro Luigi Azzolini. Come nella tragedia antica nella quale il coro rappresentava la voce della comunità, nella moderna “tragedia alpina” di OHT i coristi accompagnano con il canto la narrazione degli avvenimenti e diventano un fantasma emotivo della popolazione di Stava. Un requiem che, come spiega Andreatta, fa piombare il teatro occidentale nella sua nascita: la tragedia attica ma mettendo in relazione l’umano con il paesaggio alpino.

Protagonista “in absentia” la potenza della natura contro la quale l’uomo ha peccato, e continua a peccare, di arroganza e superficialità. L’opera giunge a un anno dalla tempesta Vaia che ha devastato i boschi del Trentino, per far riflettere ancora una volta sulla presunzione dell’uomo che cerca di dominare la montagna e sulla forza distruttiva della natura che si ribella e, al tempo stesso, per offrire un’occasione di purificazione e riscatto nei confronti di quelle vette che definiscono il nostro orizzonte. Filippo Andreatta sarà a RomaEuropa Festival anche con la performance Rompere il Ghiaccio (3 e 4 Ottobre) in cui continua ad approfondire il legame tra il paesaggio, gli elementi naturali che lo compongono e la condizione umana.

                                                                                                                        

Teatro Argentina – Roma

Sabato 26 Settembre h. 19.00 – Domenica 27 h. 17.00


Nell’ambito di RomaEuropa Festival 2020 
OHT [Office for a Human Theatre]

presenta

19 LUGLIO 1985. UNA TRAGEDIA ALPINA

regia, scena e testo di Filippo Andreatta

Sabato 26 Settembre alle 19.00 e Domenica 27 alle 17.00 al Teatro Argentina.

19 LUGLIO 1985. UNA TRAGEDIA ALPINA

spettacolo di OHT | Office for a Human Theatre

 

coro Ensemble Vocale Continuum diretto da Luigi Azzolini

musiche Lux Aeterna di György Sándor Ligeti; Again – after ecclesiastes di David Lang
‘ndormenzete popin canto di montagna
regia, scena e testo Filippo Andreatta

drammaturgia Marco Bernardi
corifeo, musiche e suono Davide Tomat
scenografia e costruzione Alberto Favretto
luci William Trentini / Veronica Varesi Monti
responsabile palcoscenico Viviana Rella

best-girl Letizia Paternieri
assistente regia Veronica Franchi
video Armin Ferrari
produzione e amministrazione Laura Marinelli

  promozione e distribuzione Laura Artoni
  esperto giardiniere Cleto Matteotti
  tecnico del suono Claudio Tortorici
  sviluppo elettronico e automazioni Enrico Wiltch
  animale guida il Cervo

  produzione OHT
  co-produzione Romaeuropa Festival, Centro Santa             

  Chiara Trento
  residenza artistica Centrale Fies art work space
  con il contributo di Fondazione Caritro, Provincia  

  Autonoma di Trento
  con il patrocinio della Fondazione Stava 1985

  grazie a Bruno Ballardini, Michele Longo, Matthias                                             

  Losek, Susanna Sara Mandice, Sandro Piovesana,          

  Virginia Sommadossi, Chiara Zanoni e il boscaiolo

 

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