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I cobot, i nuovi robot per le PMI sinonimo di sicurezza

I collaborative robot, per le loro caratteristiche versatili nei processi produttivi, sono l’ultima frontiera nella tecnologia industriale delle piccole medie imprese 

E’ un’altra visione quella dell’uso dei sofisticati cobot, nuova frontiera di questo mondo riferibile alla quarta rivoluzione industriale. Grazie alle tecnologie apprese dalla robotica, i cobot rappresentano un impiego molto più flessibile, economico e sicuro attraverso una sensoristica “collaborativa”. Quando parliamo di cobot immaginiamoci un braccio robotico con un insieme di segmenti uniti da articolazioni motorizzate progettato per svolgere il proprio lavoroin sinergia con gli esseri umani che riconoscono grazie a  sensori complessi e l’uso di microcontrollori e microprocessori spesso supportati dall’uso del machine learning.

A differenza dei robot industriali i cui lavori vengono ristretti all’interno di gabbie di protezione proprio per evitare l’accesso alle persone, i cobot  possono ripetere lo stesso movimento più e più volte per ore con la massima precisione. Il suo grado di ripetibilitànon può essere paragonato ad alcuna capacità umana. Sono in grado di eseguire operazioni non ergonomiche, liberando così gli operatori dai rischi per la salute associati a posture forzate, movimenti ripetitivi, movimentazione manuale dei carichi e applicazione di forze ad un determinato compito. Per le operazioni a basso valore aggiunto che non richiedono l’intervento umano diretto, i cobot sono lo strumento perfetto. Essi manterranno il loro grado di precisione e accuratezza, lasciando altre funzioni più specifiche per i lavoratori. I migliori cobot sul mercato, infatti,sono corredati da applicazioni software per la programmazione e controllo molto intuitive e user-friendly, proprio per apprenderne facilmente l’uso e le dinamiche.

Ma la cosa più interessante è che i cobot sono anche molto economici grazie all’abbassamento dei costi sia di hardware che di software. Per questo possono essere appetibili per le piccole medie imprese, dove i cicli di lavoro sono spesso articolati e variabili. Ma non è tutto. Grazie al Nuovo piano Nazionale di Transizione 4.0 questi roboto collaborativi rientrano spesso nel credito d’imposta del 50%. Un’opportunità da non perdere per rilanciare alcune attività dopo il nefasto periodo pandemico.

E’ indubbio che tali investimenti devono essere supportati anche da una conseguente formazione di riqualificazione, ma anche qui ci viene d’aiuto il Piano Transizione 4.0 in cui la formazione fino a 250mila euro beneficia del 50% di credito d’imposta. Insomma siamo solo all’inizio di questa era tecnologica, perchè il progresso e lo sviluppo in questi ambiti continuerà nel tempo a dare risultati più performanti in un’ottica di flessibilità nei processi e sicurezza per i lavoratori.

 

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