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Sala Umberto. “A che servono questi quattrini?”, o dell’inutilità dei soldi

ROMA – “A che servono questi quattrini?”, alla Sala Umberto dal 15 novembre al 4 dicembre, è una commedia scritta da Armando Curcio nel 1940 e portata in scena dalla compagnia di Eduardo De Filippo, che due anni dopo ne realizzò una versione cinematografica.

Il Marchese Eduardo Parascandolo (Nello Mascia), conosciuto nel quartiere come il Professore, convince il suo ingenuo discepolo Vincenzo (Valerio Santoro) che lavorare è dannoso, perché impedisce di dedicarsi all’otium filosofico – come nell’antichità fecero Socrate e Platone. Per l’intera durata dello spettacolo, come un burattinaio, il Marchese ‘muove i fili’, pilotando i personaggi e loro azioni. Tutto per dimostrare ai protagonisti della vicenda – e al pubblico in sala – l’inutilità del danaro. La scenografia, più scarna che essenziale, non giova alla riuscita delle scene.

Gli attori sono talentuosi, anche se il confronto con la compagnia dei De Filippo è inevitabile. Il testo di Curcio – in alcuni punti ripetitivo, come piaceva al pubblico d’allora – necessita di un ritmo attoriale diverso, di una partitura più serrata. Lo spettacolo è comunque godibile e la tematica al centro della vicenda, nonostante la commedia sia ambientata in una Napoli degli anni ’40, resta attuale. Sono ancora i soldi – e la loro distribuzione – a decidere le sorti del mondo.

Dal 15 novembre al 4 dicembre 

A CHE SERVONO QUESTI QUATTRINI?

di Armando Curcio

con 

Nello Mascia, Valerio Santoro, Salvatore Caruso, Loredana Giordano, Fabrizio La Marca, Ivano Schiavi

scene Luigi Ferrigno
costumi Ortensia De Francesco
luci Antonio Molinaro

coproduzione La Pirandelliana

regia di ANDREA RENZI

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