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Cosa sono i concimi biostimolanti

La definizione di concime comprende tutte le sostanze che si possono aggiungere al terreno o fornire alle piante per favorirne la crescita. Sarebbe, però, più corretto ridurre il concetto di concime a quegli elementi chimici che si aggiungono al terreno, perché necessari per lo sviluppo delle coltivazioni. Questa visione pone quindi una chiara distinzione tra concimi e biostimolanti, in quanto i secondi non si aggiungono al terreno e spesso la loro funzione è quella di migliorare l’utilizzo dei nutrienti offerti con la concimazione.

Cosa sono i biostimolanti

Possiamo quindi chiamarli concimi biostimolanti, o semplicemente biostimolanti. Come accennato, si usano i concimi biostimolanti per ottimizzare l’assorbimento dei nutrienti da parte delle piante, ma anche per favorire l’adattamento ai cambiamenti climatici repentini, per aumentare la resistenza alle più diffuse patologie delle piante, per fare in modo che la pianta si sviluppi in modo ideale, durante l’intero ciclo della sua vita o anche solo in specifiche fasi di crescita. Ad esempio alcuni biostimolanti consentono una migliore germinazione, si usano quindi nelle prime fasi di sviluppo delle colture; altri invece rendono i frutti più dolci e zuccherini, quindi si sfruttano quando le piante hanno già preparato i frutticini, o anche nelle fasi finali della maturazione. In commercio esistono moltissime tipologie di biostimolanti, alcuni possono essere sfruttati su qualsiasi genere di coltura, altri invece hanno un uso specifico.

Quali sono i biostimolanti più diffusi

Chiamandoli concimi biostimolanti si includono nel concetto di concimazione anche sostanze che non risultano veri e propri elementi essenziali per le piante. Oggi nella pratica agricola si sfruttano alcuni biostimolanti in modo ampio e diffuso, anche se spesso circoscritto alle aziende agricole che fanno agricoltura biologica o che seguono i metodi della lotta integrata.

I biostimolanti più diffusi sono spesso estratti di piante e alghe; questo perché foglie e alghe contengono aminoacidi e sostanze chimiche importanti per la crescita delle piante e per la difesa da numerosi agenti patogeni. In particolare gli estratti di alghe sono particolarmente utili per favorire la radicazione delle giovani piante; inoltre stimolano le autodifese delle piante, soprattutto nelle occasioni in cui si verificano repentini cambiamenti climatici, con carenze idriche o temperature estreme. Altri biostimolanti molto diffusi sono a base di aminoacidi di derivazione vegetale o animale e sono adatti per favorire la crescita delle piante, per consentire alle stesse di utilizzare al meglio i nutrienti disponibili nel terreno.

Da quando si usano i biostimolanti

Negli ultimi decenni l’utilizzo di biostimolanti sta diventando sempre più ampio, con prodotti che in alcuni casi sono studiati per la specifica situazione o per la singola coltivazione. In realtà questi sono disponibili, in alcune delle forme che oggi troviamo in commercio, da vari decenni. Li usavano già in passato le persone comuni, a volte sfruttando gli avanzi di alcuni alimenti o gli scarti organici prodotti in casa. Sono, infatti, numerosi i biostimolanti che l’uomo sfrutta da centinaia di anni, attraverso pratiche agronomiche di tipo tradizionale, che passano ad esempio attraverso l’uso delle alghe per la preparazione dei terreni o di altre sostanze di scarto per favorire lo sviluppo delle piante.

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