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Università di Milano. Da un nuovo studio preclinico nuove Terapie per la SLA

Un recente studio preclinico ha aperto nuove possibilità per il trattamento della Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) attraverso il riposizionamento del montelukast, un farmaco antiasmatico già ampiamente utilizzato.

La ricerca, denominata “GPR17ALS-1”, è stata coordinata dalla professoressa Marta Fumagalli dell’Università degli Studi di Milano, in collaborazione con Tiziana Bonifacino dell’Università di Genova, e finanziata da AriSLA – Fondazione Italiana di Ricerca per la SLA.

I risultati sono stati pubblicati nel British Journal of Pharmacology.

La SLA è una malattia neurodegenerativa che colpisce i motoneuroni, le cellule nervose che controllano i muscoli, portando a una progressiva paralisi.

Attualmente non esistono terapie efficaci per contrastarne la progressione, come spiega la professoressa Fumagalli. Recenti studi hanno associato la degenerazione dei motoneuroni a una disfunzione delle cellule gliali, essenziali per il funzionamento dei neuroni. Queste includono gli oligodendrociti, che proteggono i neuroni con la guaina mielinica, e microglia e astrociti, che regolano l’attività neuronale.

Secondo Tiziana Bonifacino, contrastare le alterazioni delle cellule gliali può proteggere i motoneuroni dalla degenerazione e rallentare la progressione della malattia.

Lo studio, condotto su un modello murino con la mutazione SOD1G93A, ha dimostrato che il montelukast, somministrato all’insorgere dei primi sintomi, migliora significativamente la sopravvivenza e le funzioni motorie nei modelli femminili, ma non in quelli maschili, rallentando la progressione della malattia e migliorando le abilità motorie.

Maria Pia Abbracchio, responsabile del laboratorio di Farmacologia Cellulare e Molecolare dell’Università di Milano, ha evidenziato come studi precedenti avessero già mostrato l’efficacia protettiva del montelukast in altri modelli neurodegenerativi. In particolare, uno studio del 2020 aveva dimostrato la capacità del farmaco di ripristinare la maturazione dei precursori degli oligodendrociti, agendo sui recettori GPR17 in un modello in vitro con la mutazione SOD1G93A.

Nello studio attuale, i ricercatori hanno approfondito i meccanismi molecolari degli effetti protettivi del montelukast nei modelli murini femminili.

Stefano Raffaele, primo autore dello studio, ha spiegato che il farmaco ripristina la maturazione degli oligodendrociti e contrasta la risposta infiammatoria di microglia e astrociti, favorendo un ambiente rigenerativo nel midollo spinale e preservando l’integrità dei motoneuroni.

I risultati incoraggiano ulteriori studi sull’efficacia del montelukast in modelli sperimentali umani di SLA, come gli organoidi, che potrebbero permettere un approccio di medicina personalizzata e di precisione, tenendo conto delle differenze di sesso nella malattia e nella risposta al farmaco.

AriSLA esprime soddisfazione per gli interessanti risultati del progetto “GPR17ALS-1”, confermando l’impegno della Fondazione nel supportare ricerche di eccellenza per individuare soluzioni terapeutiche efficaci per i pazienti affetti da SLA.

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