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L’Istituto di Fisica nucleare punta alla nuova infrastruttura Spes

Il progetto SPES (Selective Production of Exotic Species) è uno dei fiori all’occhiello dei Laboratori Nazionali di Legnaro, situati in provincia di Padova e appartenenti all’Infn. Al centro del progetto si trova un ciclotrone per protoni, con l’obiettivo di creare un’innovativa infrastruttura di ricerca dedicata sia agli studi di fisica fondamentale sia agli sviluppi interdisciplinari, in particolare nella produzione di radionuclidi di interesse medico, utili per imaging e terapia oncologica.

Il progetto SPES è suddiviso in cinque fasi, e la prima di queste è stata recentemente completata con successo. Questa fase iniziale (Fase 1) è partita dopo un periodo di fermo del ciclotrone, necessario per la modernizzazione dell’edificio e delle infrastrutture del progetto.

Le attività svolte in questa fase includono la costruzione e il test della nuova camera di plasma per la sorgente ionica, la sostituzione di parte degli amplificatori a radiofrequenza e la loro sintonizzazione, il condizionamento a radiofrequenza delle cavità e l’aggiornamento del sistema di controllo.

Il ciclotrone e la nuova linea di trasporto installata sono stati ottimizzati per tre diverse energie di estrazione: 35 MeV, 50 MeV e 70 MeV. I fasci di protoni a queste energie sono stati utilizzati per irradiare sottili fogli di vari materiali. Ad esempio, un target di zinco naturale è stato irradiato a 50 MeV, permettendo l’osservazione del decadimento gamma del radionuclide teranostico rame-67.

Questo traguardo segna il completamento della Fase 1 del progetto SPES, realizzato grazie a un approccio progressivo e alla dedizione totale di tutte le divisioni dei Laboratori.

Seguendo questo stesso metodo, i Laboratori sono ora concentrati sulle prossime fasi del progetto SPES. Le fasi successive prevedono: la produzione di fasci radioattivi a bassa energia per la metà del 2025 (Fase 2), il collaudo di Adige come nuovo iniettore di fasci stabili per il complesso di acceleratori Alpi per la metà del 2026 (Fase 3), la realizzazione di un’infrastruttura per la produzione di radioisotopi (Fase 4), e la post-accelerazione di fasci radioattivi con il complesso ADIGE-ALPI (Fase 5), entrambe previste per la fine del 2027.

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