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Santa Cecilia. Mozart, Beethoven e Gershwin per fiati

ROMA – L’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia è stata la prima in Italia a dedicarsi al grande repertorio sinfonico, ma riserva uno spazio sempre maggiore anche alla musica da camera.

All’interno dell’Orchestra si sono formati diversi gruppi cameristici che vantano collaborazioni con prestigiosi artisti quali Heinz Holliger, Alexander Lonquich e Antonio Pappano.

 Il 13 novembre alle ore 20.30 la Sala Sinopoli (Auditorium Parco della Musica) accoglierà i Fiati di Santa Cecilia, un ensemble composto da prime parti dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia a cui, per l’occasione, si unirà il pianista Emilio Aversano.

I Fiati apriranno la serata con due brani tratti dall’Orologio meccanico WoO (Adagio assaie Allegro non più molto)scritti originariamente da Beethoven nel 1799 per orologio meccanico, un singolare strumento composto da un orologio combinato con un piccolo organo che attiva un rullo sul quale è inciso il brano da riprodurre.

I brani, senza indicazione di strumento, nel tempo sono stati oggetto di diverse trascrizioni. Seguirà il Quintetto K 452 per fiati e pianoforte di Mozart, eseguito a Vienna nel 1784, di cui lo stesso autore riferì al padre in una lettera del 10 aprile di quello stesso anno: “è la cosa migliore che abbia mai scritto finora in vita mia”.

Quindi sarà la volta dei Tre pezzi brevi di Jacques Ibert e del Quintetto opus number zoo di Berio. Chiuderà il concerto una selezione di brani tratti da Porgy and Bess di Gershwin nell’arrangiamento di Bill Holcombe che ripropongono la ricchezza melodica, ritmica e la vitalità delle più belle melodie dell’opera composta nel 1935.

Fiati di Santa Cecilia

L’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia è stata la prima in Italia a dedicarsi esclusivamente al repertorio sinfonico. Dal 1908 a oggi ha tenuto circa 15.000 concerti collaborando con i maggiori musicisti del secolo: è stata diretta, tra gli altri, da Mahler, Debussy, Strauss, Stravinskij, Hindemith, Sibelius, Toscanini, Furtwängler, De Sabata e Karajan. I suoi direttori stabili sono stati Bernardino Molinari, Franco Ferrara, Fernando Previtali, Igor Markevitch, Thomas Schippers, Giuseppe Sinopoli, Daniele Gatti, Myung-Whun Chung e Antonio Pappano. Dall’ottobre di quest’anno Daniel Harding è il nuovo Direttore musicale. 

Da sempre la musica da camera è una delle attività dell’Orchestra di Santa Cecilia; negli ultimi anni ha acquisito ancora maggior rilevanza e i musicisti dell’Orchestra formano regolarmente diversi ensemble. Il Quintetto di fiati è composto da prime parti dell’orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia.

I cinque musicisti collaborano con l’orchestra del Teatro alla Scala di Milano, Lucerne Festival Orchestra, Bayerisches Staatsorchester, Orchestre National de France, Chamber Orchestra of Europe e Mahler Chamber Orchestra, formazioni con le quali si sono esibiti in sale prestigiose. 

Il quintetto di fiati, equivalente per importanza al quartetto d’archi, rappresenta per i fiati la formazione più completa a livello sonoro e più ricca di repertorio; l’idea del gruppo è ricreare con questa eterogenea formazione tutta la ricchezza dei timbri orchestrali, valorizzando le esperienze professionali e le personalità dei componenti. In occasione del concerto del 13 novembre al quintetto ceciliano si aggiunge il pianista Emilio Aversano.

Il concerto è trasmesso in diretta su RAI Radio 3

Mercoledì 13 novembre ore 20.30
Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone – Sala Sinopoli

Fiati di Santa Cecilia

flauto Andrea Oliva | oboe Francesco Di Rosa

clarinetto Alessandro Carbonare |corno Guglielmo Pellarin

fagotto Andrea Zucco |pianoforte Emilio Aversano

Beethoven da L’orologio meccanico WoO: Adagio assai; Allegro non più molto

Mozart Quintetto K 452 per fiati e pianoforte

Ibert Trois Pièces brèves per quintetto di fiati

Berio Opus number zoo, per quintetto di fiati

Gershwin Porgy and Bess: suite (arr. Holcombe)


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www.santacecilia.it

biglietti da € 18 a € 38

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