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Un nuovo trattamento per il cancro potrebbe fermare la crescita dei tumori

Un team di scienziati, tra cui quelli della Arizona State University (ASU) e dell’Università dell’Arizona, ha sviluppato una nuova terapia che blocca la diffusione delle cellule tumorali.

Questo approccio innovativo si concentra su un peptide progettato per prevenire l’ancoraggio, la moltiplicazione e la diffusione delle cellule cancerose.

Il peptide 2012, una molecola sperimentale, agisce in modo mirato, contrastando i meccanismi chiave di sopravvivenza delle cellule tumorali. A differenza dei trattamenti tradizionali che bloccano l’attività delle chinasi (enzimi che controllano la crescita cellulare), questo trattamento impedisce alle cellule tumorali di ancorarsi, un passaggio essenziale per la loro sopravvivenza e metastasi.

Questa scoperta potrebbe portare a trattamenti più efficaci per i tumori aggressivi e difficili da trattare, come il melanoma, il cancro al seno, al pancreas e ai polmoni.

Un nuovo approccio alla lotta contro il cancro

I trattamenti tradizionali, come la chemioterapia e gli inibitori delle chinasi, spesso danneggiano anche le cellule sane, causando gravi effetti collaterali. Inoltre, questi trattamenti possono perdere efficacia nel tempo, poiché le cellule tumorali sviluppano resistenza. Il peptide 2012, invece, agisce con maggiore precisione, mirando alle cellule tumorali e riducendo i danni ai tessuti sani.

I ricercatori hanno usato la cristallografia a raggi X per mappare la struttura del peptide 2012, ottenendo informazioni vitali sul suo meccanismo d’azione. Questo approccio potrebbe portare allo sviluppo di terapie più mirate per combattere vari tipi di cancro.

Interrompere la “sostanza vitale” del cancro

Le cellule tumorali devono attaccarsi ai loro dintorni per crescere e diffondersi. Una proteina chiave, la chinasi di adesione focale (FAK), aiuta le cellule tumorali a formare queste connessioni. FAK è sovra-prodotta nell’80% dei tumori solidi, rendendola un fattore cruciale nella progressione del cancro.

I ricercatori hanno progettato il peptide 2012 per bloccare l’interazione di FAK con una proteina chiamata paxillina, impedendo così alle cellule tumorali di ancorarsi e di sopravvivere.

A differenza degli inibitori di FAK precedenti, che rallentavano solo la progressione del cancro, il peptide 2012 induce direttamente la morte delle cellule tumorali, portando alla riduzione del 80% dei tumori nei modelli di laboratorio. Inoltre, questa terapia non ha effetti collaterali dannosi e seleziona solo le cellule tumorali, riducendo i rischi tipici dei trattamenti tradizionali.

Il team di ricerca sta perfezionando il peptide 2012 in preparazione per i trial clinici, con l’obiettivo di testare la sua efficacia sui pazienti umani e valutare se possa essere utilizzato insieme ad altri trattamenti contro il cancro.

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