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Un sensore Bioriassorbibile per il monitoraggio in dei farmaci chemioterapici

I ricercatori dell’Università di Pisa, in collaborazione con l’Università di Modena e Reggio Emilia, hanno sviluppato un innovativo biosensore ultrasottile e bioriassorbibile in grado di monitorare in tempo reale l’efficacia dei farmaci chemioterapici direttamente nel sito tumorale.

Questo avanzato dispositivo rappresenta un importante passo avanti verso una medicina di precisione, offrendo informazioni continue e accurate sull’assorbimento dei farmaci, migliorando così l’efficacia delle terapie oncologiche.


Come funziona il biosensore

Il sensore è costituito da una membrana micrometrica in silica nanostrutturata, modificata con albumina umana, una proteina che si lega naturalmente alla doxorubicina, uno dei farmaci chemioterapici più utilizzati. Questa tecnologia consente di:

  • Misurare in tempo reale l’assorbimento del farmaco nel tessuto tumorale.
  • Amplificare la fluorescenza del farmaco, facilitando il tracciamento attraverso la pelle.
  • Ridurre la necessità di esami invasivi e frequenti analisi di laboratorio.

Se combinato con un cerotto elettronico riutilizzabile, il biosensore può trasmettere i dati raccolti in modalità wireless, offrendo ai medici un quadro completo e costante del trattamento del paziente.


Risultati di biocompatibilità

Secondo Martina Corsi, ricercatrice del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa, uno studio di biocompatibilità della durata di tre mesi ha confermato la completa biodegradazione del dispositivo senza effetti tossici osservati nei tessuti. Questo risultato apre la strada a un uso sicuro e pratico del sensore, che può essere impiantato senza preoccupazioni per la salute a lungo termine del paziente.


Verso la medicina di precisione

“I sensori impiantabili e bioriassorbibili hanno il potenziale di rivoluzionare le procedure cliniche, permettendo ai medici di ottimizzare il dosaggio dei farmaci in tempo reale e riducendo il rischio di recidiva dopo l’asportazione del tumore”, spiega Giuseppe Barillaro, coordinatore del progetto presso l’Università di Pisa.

Questa innovazione fa parte del progetto europeo RESORB (www.resorb-project.eu), che mira a sviluppare soluzioni avanzate per la somministrazione mirata di farmaci chemioterapici. Grazie a questa tecnologia, i ricercatori possono ora monitorare direttamente i livelli di farmaco nei tessuti, fornendo un importante strumento per ottimizzare le terapie oncologiche e ridurre gli effetti collaterali.


Verso la società 5.0

Questa ricerca rappresenta un ulteriore passo verso una medicina personalizzata e predittiva, parte integrante delle tecnologie sviluppate all’interno del Forelab, il laboratorio dedicato alle tecnologie avanzate per la Società 5.0 dell’Università di Pisa.


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