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Oceani, l’ultima frontiera

Nizza ospita la Conferenza ONU 2025: tra diplomazia, scienza e responsabilità condivisa

Dal 9 al 13 giugno 2025, la città di Nizza si trasforma nel cuore pulsante della diplomazia ambientale, ospitando la terza Conferenza delle Nazioni Unite sugli Oceani. L’evento, atteso da governi, scienziati, industrie marittime e organizzazioni non governative, affronta una questione tanto vasta quanto urgente: la salvaguardia del patrimonio oceanico del pianeta.


🌍 Oceani in crisi: i numeri parlano chiaro

Gli oceani producono oltre il 50% dell’ossigeno terrestre, assorbono circa un terzo della CO₂ antropica e regolano temperatura, clima e biodiversità globale. Eppure, secondo i dati del World Ocean Assessment, oltre il 90% delle specie ittiche è sovrasfruttato o al limite della sostenibilità, mentre ogni anno finiscono in mare oltre 11 milioni di tonnellate di plastica.

Il 2025 è considerato l’anno decisivo per rimettere in carreggiata gli obiettivi fissati dall’Agenda 2030, in particolare il Goal 14 dedicato alla vita sott’acqua.


🧪 Focus scientifico: quali sono i temi chiave a Nizza

La conferenza si articola su tre direttrici principali:

  1. Inquinamento marino e plastica
    • Proposte per un trattato globale vincolante contro i rifiuti plastici in mare.
    • Introduzione di standard internazionali per il monitoraggio degli inquinanti emergenti come microplastiche, PFAS e residui farmaceutici.
  2. Biodiversità e aree protette
    • Espansione delle MPAs (Marine Protected Areas) fino al 30% della superficie oceanica entro il 2030.
    • Tutela delle barriere coralline, colpite dal quarto evento globale di sbiancamento.
  3. Pesca sostenibile e sovranità alimentare
    • Nuove regole contro la pesca illegale (IUU fishing) e per la tracciabilità della filiera ittica.
    • Incentivi per la blue economy locale basata su acquacoltura sostenibile e impatti a basso carbonio.

🤝 Scienza e governance: alleanza per la transizione blu

Oltre 160 delegazioni governative si confrontano con esperti di oceanografia, climatologia, diritto marittimo e innovazione tecnologica. In evidenza:

  • L’uso dell’intelligenza artificiale per il tracciamento delle rotte navali illegali
  • La proposta di una rete globale di sensori oceanici integrati per il monitoraggio in tempo reale
  • Lo studio sugli effetti dell’acidificazione e della deossigenazione sugli ecosistemi pelagici

Una novità 2025: l’introduzione del Blue Sustainability Index, un indicatore comparativo per valutare l’impegno dei Paesi nella protezione degli oceani, già adottato da 22 nazioni.


📢 Perché Nizza? Un luogo simbolo per l’Europa marittima

La scelta di Nizza non è casuale. Situata tra Mediterraneo e Alpi Marittime, la città incarna il dialogo tra natura, cultura e geopolitica. Inoltre, la Francia ha recentemente rilanciato la propria strategia nazionale per l’economia blu, che integra biodiversità, portualità sostenibile e formazione.


🧭 Prospettive future: oltre gli annunci

L’output atteso non è solo una dichiarazione d’intenti, ma un nuovo patto operativo multilaterale, che possa rendere concreta l’applicazione del Marine Biodiversity Treaty firmato nel 2023 e rafforzare il ruolo dell’ONU nella governance oceanica globale.

Secondo l’oceanografa Sylvia Earle, presente a Nizza:

“Salvare gli oceani non è un atto simbolico, è un’urgenza biologica. Senza oceani sani, non c’è vita sulla Terra”.

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