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Toshiba sviluppa un innovativo sistema di produzione energetica

Una nuova frontiera per l’energia sostenibile

Toshiba ha annunciato lo sviluppo di una tecnologia rivoluzionaria per la generazione di energia elettrica a partire da emissioni termiche residue, un ambito finora poco sfruttato ma con enormi potenzialità. Questo nuovo sistema, che non utilizza idrofluorocarburi (HFC) – tra i principali responsabili del riscaldamento globale – rappresenta un passo decisivo verso la decarbonizzazione dell’industria e l’ottimizzazione delle risorse energetiche. L’obiettivo dichiarato dall’azienda è di portare questa soluzione sul mercato entro l’anno fiscale 2028.

Come funziona il sistema di generazione termica binaria

Il cuore della tecnologia sviluppata da Toshiba è la generazione termica binaria, un processo che sfrutta calore a bassa temperatura, generalmente compreso tra 80 e 150 gradi Celsius, solitamente considerato non idoneo alla produzione di energia elettrica. Questo tipo di calore viene disperso quotidianamente in diversi settori industriali – dagli stabilimenti siderurgici a quelli chimici – oltre che in contesti naturali come le sorgenti termali.

A differenza delle tecnologie tradizionali che utilizzano HFC o ammoniaca tossica come fluidi termovettori, Toshiba impiega una soluzione acquosa di ammina, già utilizzata in altri ambiti industriali come la cattura della CO₂. Questo approccio innovativo garantisce maggiore sicurezza, riduzione dell’impatto ambientale e continuità nella disponibilità dei materiali di processo.

I test e la sperimentazione sul campo

Già nel 2022 Toshiba ha installato una unità sperimentale da 100 kW nel proprio stabilimento di Yokohama, ottenendo risultati incoraggianti. A partire dal 2026, la tecnologia verrà testata anche presso Toyota Chemical Engineering, con l’obiettivo di validare su scala industriale l’efficienza e l’affidabilità del sistema.

L’azienda giapponese prevede di consegnare decine di impianti entro il 2040, segnando così una tappa fondamentale nel processo di transizione energetica globale.

Un mercato complesso, ma con grandi opportunità

Attualmente in Giappone sono operative circa 100 centrali binarie, ma molti operatori – come IHI e Kobelco Compressors (Kobe Steel) – hanno abbandonato il settore negli ultimi anni a causa delle difficoltà di approvvigionamento dei fluidi di trasferimento tradizionali. Proprio per questo, la scelta di Toshiba di puntare su un fluido innovativo e sostenibile potrebbe rappresentare un vantaggio competitivo strategico e favorire la ripresa di un settore che ha ancora margini di crescita enormi.

Secondo l’azienda, la nuova tecnologia non solo contribuirà alla decarbonizzazione, ma potrà anche affiancare altre fonti rinnovabili. «Molte aziende pensano di installare pannelli solari nelle fabbriche – ha dichiarato un portavoce di Toshiba – ma noi proponiamo di cominciare sfruttando il calore che già oggi viene disperso».

Verso un futuro a basse emissioni

La scommessa di Toshiba si inserisce nel più ampio scenario globale della lotta al cambiamento climatico e della crescente richiesta di tecnologie energetiche pulite. Recuperare e trasformare in elettricità il calore disperso significa ridurre gli sprechi, migliorare l’efficienza energetica e rendere più sostenibili interi settori industriali.

Con l’avvio della fase di test industriale previsto per i prossimi anni e la commercializzazione nel 2028, questa tecnologia potrebbe diventare un pilastro della transizione energetica in Giappone e, in prospettiva, nel resto del mondo.


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