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Libri al Museo. Da Venerdì 31 ottobre la rassegna editoriale dedicata all’arte

Venerdì 31 ottobre alle ore 17.00, nella Sala Tenerani del Museo di Roma a Palazzo Braschi (piazza di San Pantaleo, 10), torna la nuova stagione della rassegna Libri al Museo, l’iniziativa promossa da Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali che ospita in varie sedi museali la presentazione di pubblicazioni dedicate alla storia dell’arte, alla museologia e ai beni culturali.

Ad inaugurare il nuovo ciclo sarà la presentazione del volume Adornate e incoronate. Le immagini mariane di Roma nella prima metà del Seicento di Valerio Mezzolani. Alla presenza dell’autore, ne parleranno Ilaria Miarelli Mariani (Direttrice della Direzione Musei Civici della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali), Stefano Pierguidi (Sapienza Università di Roma) e Manuela Gianandrea (Sapienza Università di Roma).

L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

Nel 1631, regnante Urbano VIII, l’incoronazione della miracolosa Madonna della Febbre nelle Grotte vaticane segnò l’inizio di un’affascinante vicenda da leggersi nel contesto dei grandi fatti culturali che ebbero per scenario Roma al tempo del pontificato Barberini.

Durante i decenni successivi, il Capitolo di San Pietro incoronò decine di immagini mariane nelle grandi e piccole chiese dell’Urbe, facendo seguito al legato testamentario del conte Alessandro Sforza di Borgonovo, colui che diede a questa pratica i crismi dell’ufficialità. Dopo la Madonna della Febbre, egli selezionò insigni icone di natura eterogenea, venerabili tavole di tradizione lucana come la Madonna del Popolo e opere d’arte come la Pietà vaticana di Michelangelo, accanto a dipinti d’origine più modestamente votiva, come la Madonna dei Monti nel santuario ad essa dedicato e la Madonna della Consolazione presso l’omonimo ospedale.

La varietà delle immagini scelte dal conte di Borgonovo e la conseguente uniformazione simbolica sotto il segno della corona, nel quadro della cultura postridentina, rilevano una sostanziale adesione ideologica al lungo programma di regolamentazione scaturito dalla Controriforma. 

L’intenso processo di rinnovamento di chiese e altari di prima metà Seicento modificò profondamente il rapporto tra pubblico e immagine, permettendo la trasmissione e talvolta il ripensamento di modelli e tradizioni antiche in un’epoca che ormai si percepiva moderna. 

La collocazione della Madonna detta Salus Populi Romani nella nuova cappella Paolina di Santa Maria Maggiore, i progetti di Rubens per la Madonna della Vallicella, l’intervento di Bernini per la tribuna di Santa Maria in via Lata sono solo alcune pagine memorabili di una storia articolata, in cui adornamento e incoronazione delle immagini mariane possono essere interpretati anche come strumenti di lettura e comprensione della complessa geografia, insieme artistica e devozionale, di Roma.


Valerio Mezzolani è funzionario storico dell’arte presso i Musei nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna. Presso Sapienza Università di Roma ha conseguito nel 2016 il diploma della scuola di specializzazione in beni storico artistici e nel 2020 il dottorato in storia dell’arte moderna. Oltre ai temi inerenti all’iconografia mariana di Roma, i suoi contributi scientifici esplorano il rapporto tra arte e territorio, la storia del collezionismo e la ricezione delle immagini tra Sei e Settecento.

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