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Gemelli digitali, IA e robotica: la sanità 5.0 prende forma in Italia

Alla Sapienza di Roma il confronto tra le quattro fondazioni finanziate dal Piano Nazionale Complementare, simbolo di una medicina sempre più digitale e personalizzata.

Il futuro della sanità italiana passa dai gemelli digitali, dall’intelligenza artificiale e dalla robotica applicata alla medicina. Questi i temi al centro dell’incontro svoltosi alla Sapienza Università di Roma, dove sono stati presentati i risultati e le prospettive delle quattro fondazioni di ricerca finanziate dal Piano Nazionale Complementare (PNC): Dü4Health, Dare, Anthem e Fit4MedRob.

Il PNC, nato per integrare con fondi nazionali gli interventi del PNRR, ha destinato circa 500 milioni di euro al Ministero dell’Università e della Ricerca per progetti di alta innovazione tecnologica. Alla giornata di confronto erano presenti il ministro della Salute, Orazio Schillaci, e la consigliera del MUR, Maria Alessandra Gallone, a testimonianza dell’impegno istituzionale verso una sanità più sostenibile, predittiva e personalizzata.


Dü4Health: gemelli digitali per la medicina di precisione

Il progetto Dü4Health (Digital Driven Diagnostics, Prognostics and Therapeutics for Sustainable Healthcare), coordinato dalla Sapienza di Roma, integra dati clinici, istologici, patologici e radiologici con quelli raccolti da sensori e dispositivi indossabili. Attraverso algoritmi di intelligenza artificiale, queste informazioni vengono elaborate per creare gemelli digitali dei pazienti: copie virtuali in grado di simulare l’evoluzione di malattie e l’efficacia delle terapie.

Parallelamente, i gemelli biologici e gli Organo-On-Chip sviluppati in laboratorio offrono la validazione sperimentale delle simulazioni digitali, migliorando la comprensione dei meccanismi patologici e supportando le decisioni terapeutiche dei medici.


Dare: la prevenzione diventa digitale e continua

Con il progetto Dare (Digital Lifelong Prevention), l’Università di Bologna propone una rivoluzione culturale: trasformare la prevenzione in un processo digitale, personalizzato e continuo, capace di accompagnare ogni individuo lungo tutto il ciclo della vita.

Sono oltre 70 i progetti pilota avviati in cinque regioni italiane – Emilia-Romagna, Lazio, Veneto, Puglia e Sicilia – che coinvolgono più di 2,5 milioni di cittadini. I dati raccolti, retrospettivi e prospettici, permettono di costruire vere e proprie “traiettorie di salute”, strumenti dinamici per identificare rischi e intervenire precocemente.


Anthem: ricerca e innovazione per nuove terapie

L’iniziativa Anthem, guidata dall’Università di Milano-Bicocca, coordina 28 progetti pilota che mettono in dialogo medicina, ingegneria, fisica, informatica ed economia. L’obiettivo è trasformare la conoscenza scientifica in tecnologie e soluzioni concrete per la prevenzione, la diagnosi e il trattamento delle patologie croniche e delle malattie rare.

Tra le innovazioni più promettenti figurano nuovi sensori biomedicali, strumenti di imaging avanzato, modelli di medicina di precisione e sistemi di supporto alle decisioni cliniche basati su IA.


Fit4MedRob: la robotica al servizio della riabilitazione

La Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa completa il quadro con Fit4MedRob (Fit for Medical Robotics), un progetto che unisce robotica e tecnologie digitali per migliorare la qualità di vita delle persone con difficoltà motorie, sensoriali o cognitive.

Sono oltre 2.000 i pazienti coinvolti in 20 trial clinici pragmatici in tutta Italia. L’approccio multidisciplinare consente di sperimentare soluzioni robotiche personalizzate per la riabilitazione, l’assistenza e il supporto alla disabilità, in linea con i principi della sanità 5.0, centrata sull’uomo e sulla sostenibilità.


Verso la Sanità 5.0: dati, empatia e innovazione

L’integrazione tra intelligenza artificiale, dati clinici e tecnologie robotiche sta trasformando il concetto stesso di cura. La Sanità 5.0 non è solo digitalizzazione, ma un ecosistema dove la tecnologia è al servizio dell’uomo, capace di garantire prevenzione, efficienza e personalizzazione, con una forte attenzione alla sostenibilità del sistema sanitario.

Questi quattro progetti rappresentano un modello virtuoso di collaborazione tra università, ricerca e istituzioni, confermando l’Italia tra i Paesi europei più avanzati nella costruzione di una medicina predittiva, personalizzata e inclusiva.

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