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HPV e tumori: oltre 3.000 morti l’anno in Italia

Cosa sapere su prevenzione, vaccino e screening. Ogni anno in Italia oltre 7.000 nuovi casi di tumore sono collegati all’infezione da HPV (Papillomavirus umano) e più di 3.000 persone muoiono a causa di queste patologie.

Numeri significativi che rendono il virus una delle principali sfide di sanità pubblica a livello globale.

In occasione della Giornata Internazionale di sensibilizzazione sull’HPV, che si celebra il 4 marzo, l’Istituto Superiore di Sanità richiama l’attenzione su un punto fondamentale: la maggior parte dei tumori correlati all’HPV può essere prevenuta grazie alla vaccinazione e ai programmi di screening.


Cos’è l’HPV e perché è così diffuso

L’HPV, acronimo di Human Papillomavirus, è il virus responsabile dell’infezione sessualmente trasmessa più diffusa al mondo. Si trasmette principalmente attraverso i rapporti sessuali e comprende numerosi genotipi virali.

Alcuni di questi sono classificati come ad alto rischio oncogeno, perché possono provocare diversi tipi di tumore, mentre altri sono a basso rischio e causano patologie benigne come i condilomi anogenitali.

Il virus è associato in particolare a:

  • tumore della cervice uterina, il più noto e diffuso
  • tumori dell’ano
  • tumori dell’orofaringe
  • tumori del pene
  • tumori della vulva e della vagina

Solo il carcinoma della cervice uterina registra in Italia oltre 2.400 nuovi casi ogni anno e più di 1.000 decessi.


L’infezione da HPV spesso si risolve spontaneamente

L’infezione da HPV è estremamente comune nella popolazione. Nella maggior parte dei casi il sistema immunitario riesce a eliminare il virus spontaneamente senza provocare conseguenze.

In una piccola percentuale di persone, però, l’infezione può persistere nel tempo, causando alterazioni cellulari che possono evolvere in lesioni precancerose e, successivamente, in tumori.

Poiché questo processo è generalmente lento e progressivo, la diagnosi precoce attraverso lo screening consente di intervenire prima che la malattia si sviluppi.


Vaccino anti-HPV: uno strumento chiave di prevenzione

La vaccinazione anti-HPV rappresenta la principale forma di prevenzione primaria contro i tumori correlati al virus.

In Italia il vaccino è offerto gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale a bambine e bambini, oltre che agli adolescenti, a partire dalle coorti nate dal 1995-1996, nell’ambito dei programmi vaccinali avviati dal 2007-2008.

Anche chi non si è vaccinato durante l’infanzia o l’adolescenza può comunque farlo, contattando i servizi vaccinali delle ASL.


I risultati della vaccinazione: meno infezioni e meno tumori

I primi effetti della campagna vaccinale sono già visibili. Negli ultimi anni si è osservata una significativa riduzione dei condilomi anogenitali, soprattutto tra i giovani sotto i 25 anni.

Si tratta di un segnale importante perché i condilomi rappresentano l’infezione sessualmente trasmessa più diffusa associata all’HPV.

Anche sul fronte dei tumori stanno emergendo risultati promettenti. Una revisione scientifica basata su 225 studi internazionali ha evidenziato che il vaccino può ridurre fino all’80% i tumori cervicali nelle persone vaccinate entro i 16 anni.

Le ricerche indicano inoltre che il vaccino riduce le lesioni precancerose e non è associato a effetti collaterali a lungo termine né a problemi di fertilità.


Screening oncologico: fondamentale per la diagnosi precoce

Accanto alla vaccinazione, la prevenzione passa anche attraverso i programmi di screening organizzati dal Servizio sanitario nazionale.

In Italia tutte le donne tra 25 e 64 anni vengono invitate periodicamente dalle ASL a effettuare test di controllo, come:

  • il Pap test
  • il test HPV

Questi esami consentono di individuare alterazioni cellulari o infezioni da HPV in fase precoce, quando è ancora possibile intervenire efficacemente.

Alle donne tra 25 e 30 anni che partecipano allo screening viene inoltre offerta la vaccinazione gratuita, qualora non sia stata effettuata in età più giovane.


Le coperture vaccinali in Italia: differenze tra le regioni

Nonostante la vaccinazione anti-HPV sia inclusa nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), in Italia persistono importanti differenze territoriali.

Nessuna regione ha ancora raggiunto la soglia del 95% di copertura vaccinale, considerata l’obiettivo ideale per una protezione diffusa della popolazione.

Le percentuali variano significativamente:

  • Lombardia: circa 77%
  • Sicilia: circa 23%

Anche per lo screening si registrano differenze rilevanti. Nessuna regione supera il 90% di adesione, con valori che oscillano tra l’88% della Valle d’Aosta e circa il 58% della Calabria.


Una sfida globale per la salute pubblica

L’HPV rappresenta una sfida di salute globale, non solo per la sua ampia diffusione ma anche perché richiede sistemi sanitari capaci di trasformare le evidenze scientifiche in prevenzione reale.

Ridurre l’impatto dei tumori correlati al virus significa rafforzare:

  • la vaccinazione diffusa
  • i programmi di screening organizzati
  • la comunicazione scientifica corretta
  • la riduzione delle disuguaglianze territoriali

Solo attraverso l’integrazione di queste strategie sarà possibile contribuire agli obiettivi europei e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che puntano all’eliminazione del tumore della cervice uterina come problema di salute pubblica.


Dove informarsi sull’HPV

Per ricevere informazioni scientificamente corrette e personalizzate sull’HPV e sulle infezioni sessualmente trasmesse è possibile contattare il Telefono Verde AIDS e IST dell’Istituto Superiore di Sanità al numero 800 861061.

Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 13 alle 18, in italiano e in inglese, e offre supporto informativo sulla prevenzione e sulle strategie di protezione della salute sessuale.

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