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Istituto Centrale per il Restauro: diversità e conflitti nei gruppi di lavoro

A Roma presentazione del volume il 27 marzo 2026

L’Istituto Centrale per il Restauro presenta il volume “La diversità e le dinamiche conflittuali nei gruppi. Il caso Istituto Centrale del Restauro”, firmato da Cristina Canoro, Paola Briganti e Davide Bizjak. L’evento è in programma il 27 marzo 2026 alle ore 16.00 presso l’Aula Cesare Brandi, e si propone come un momento di approfondimento sul valore della diversità e sulle dinamiche conflittuali nei contesti interdisciplinari.

Diversità e conflitto nei gruppi interdisciplinari

Il volume nasce da una ricerca dedicata all’esperienza dell’ICR e analizza in particolare il gruppo di lavoro del progetto “Restaurare sott’acqua”, considerato un esempio emblematico di gruppo creativo contemporaneo. In questo contesto, la diversità non è vista come un ostacolo, ma come una risorsa capace di generare innovazione, pur portando con sé tensioni e complessità relazionali.

L’analisi si inserisce nel solco delle riflessioni del sociologo Domenico De Masi, che aveva individuato nell’ICR uno dei più rilevanti gruppi creativi europei tra Ottocento e Novecento, accostandolo a esperienze di eccellenza come il Bauhaus e l’Istituto Pasteur. Una prospettiva che rafforza il valore storico e culturale dell’Istituto nel panorama internazionale.

L’ICR tra continuità e innovazione

A differenza di molte realtà creative del passato, spesso caratterizzate da una durata limitata, l’Istituto Centrale per il Restauro si distingue per la sua capacità di evolversi nel tempo. La sua intuizione fondativa — l’interdisciplinarità come metodo — rappresenta oggi un paradigma imprescindibile per la tutela del patrimonio culturale.

Questo approccio si rivela particolarmente efficace nei contesti complessi, come quello del restauro subacqueo, dove competenze scientifiche, tecniche e umanistiche devono integrarsi in modo armonico. L’esperienza dell’ICR dimostra come la collaborazione tra discipline diverse possa generare modelli operativi innovativi e duraturi.

Il caso “Restaurare sott’acqua” e le nuove tecnologie

Il libro ricostruisce il percorso evolutivo dell’Istituto, dal gruppo creativo originario fino ai più recenti team impegnati nella salvaguardia del patrimonio culturale sommerso. Il progetto “Restaurare sott’acqua” rappresenta un punto di svolta, evidenziando l’importanza delle tecnologie avanzate e delle metodologie digitali applicate ai beni archeologici subacquei.

In quasi novant’anni di attività, l’ICR ha contribuito in modo determinante allo sviluppo delle tecniche di restauro, consolidando il proprio ruolo come punto di riferimento internazionale nel settore della conservazione.

Dinamiche relazionali e sfide organizzative

Uno degli aspetti più rilevanti affrontati nel volume riguarda la complessità delle dinamiche interne ai gruppi di lavoro. Dimensioni emotive, cognitive e operative si intrecciano costantemente, dando vita a processi collaborativi che richiedono equilibrio, gestione del conflitto e capacità di inclusione.

L’interdisciplinarità emerge così non solo come scelta metodologica, ma come una vera e propria sfida culturale e organizzativa. Comprendere e governare le dinamiche conflittuali diventa fondamentale per trasformare le differenze in valore, soprattutto nei contesti di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.

Un appuntamento per riflettere sul futuro del restauro

L’incontro del 27 marzo rappresenta quindi un’occasione significativa per studiosi, professionisti e operatori del settore, chiamati a confrontarsi su temi sempre più centrali nel mondo del lavoro contemporaneo: inclusione, collaborazione e gestione dei conflitti.

Attraverso il caso dell’Istituto Centrale per il Restauro, il volume offre una chiave di lettura attuale e concreta per interpretare le trasformazioni dei gruppi di lavoro in ambito culturale e scientifico, aprendo nuove prospettive sul futuro del restauro e della ricerca interdisciplinare.


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