Ridotto del 35% il rischio di progressione. La nuova terapia è destinata alle pazienti con carcinoma ovarico positivo al recettore FRα non più idonee alla chemioterapia a base di platino. È la prima grande innovazione terapeutica degli ultimi dieci anni per questa forma di tumore.
Le donne affette da tumore ovarico che non possono più essere trattate con la chemioterapia a base di platino hanno oggi a disposizione una nuova opportunità terapeutica. L’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha infatti approvato la rimborsabilità di mirvetuximab soravtansine, il primo e unico anticorpo farmaco-coniugato (ADC) autorizzato e rimborsato in Italia per il trattamento del carcinoma ovarico epiteliale sieroso ad alto grado, del tumore della tuba di Falloppio e del tumore peritoneale primitivo positivi al recettore FRα (Folate Receptor alpha).
L’annuncio è stato dato a Roma durante la conferenza stampa dedicata alle nuove frontiere dell’innovazione terapeutica nel tumore ovarico, segnando un importante passo avanti nella cura di una delle neoplasie ginecologiche più aggressive.
Tumore ovarico in crescita: oltre 5.400 nuovi casi ogni anno
Secondo Sandro Pignata, direttore dell’Oncologia Clinica Uro-Ginecologica dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione Pascale e coordinatore della Rete Oncologica Campana, il tumore ovarico rappresenta la forma più grave tra i tumori ginecologici.
“In Italia si registrano oltre 5.400 nuovi casi ogni anno”, ha spiegato Pignata, sottolineando come l’elevata mortalità sia dovuta soprattutto all’assenza di programmi di screening efficaci e all’elevata frequenza delle recidive, spesso provocate dalla progressiva resistenza alle terapie convenzionali.
Mirvetuximab soravtansine migliora la sopravvivenza
La nuova terapia rappresenta una svolta per le pazienti con tumori positivi al recettore FRα che hanno esaurito le opzioni terapeutiche basate sul platino.
Come ha evidenziato Domenica Lorusso, ordinaria di Ginecologia e Ostetricia presso Humanitas University e direttrice della Ginecologia Oncologica di Humanitas San Pio X, mirvetuximab soravtansine ha dimostrato di aumentare la sopravvivenza delle pazienti e di ridurre del 35% il rischio di progressione della malattia, offrendo una risposta concreta a un bisogno clinico rimasto senza soluzioni efficaci per molti anni.
Si tratta della prima innovazione terapeutica significativa nel trattamento di questa forma di tumore ovarico nell’ultimo decennio.
Fondamentale garantire il test FRα in tutta Italia
Accanto alla disponibilità del nuovo farmaco, resta centrale l’accesso uniforme al test diagnostico per individuare le pazienti candidabili alla terapia.
A ribadirlo è stata Ilaria Bellet, presidente di ACTO Italia, secondo cui la rimborsabilità del trattamento rappresenta un importante traguardo, ma deve essere accompagnata dalla possibilità di eseguire gratuitamente e in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale il test FRα, indispensabile per identificare le pazienti che possono beneficiare di questa nuova terapia mirata.


