Tumore del colon-retto: progetto UE da 10 milioni contro le metastasi

LiT-Met punta a rivoluzionare il trattamento delle metastasi epatiche con intelligenza artificiale, ricerca clinica e medicina traslazionale

Il trapianto di fegato potrebbe rappresentare una nuova frontiera terapeutica per i pazienti con metastasi epatiche da tumore del colon-retto finora considerate difficili o impossibili da trattare con la chirurgia tradizionale. È questo l’obiettivo di LiT-Met (Liver Transplantation for Colorectal Liver Metastases), un ambizioso progetto europeo finanziato con quasi 10 milioni di euro dal programma Horizon Europe e coordinato dall’Università di Bologna insieme all’IRCCS Policlinico di Sant’Orsola.

L’iniziativa mira a raccogliere solide evidenze scientifiche per ridefinire le future linee guida europee sul trattamento delle metastasi epatiche da carcinoma colorettale, aprendo la strada a un utilizzo più mirato del trapianto di fegato.

Un progetto europeo coordinato dall’Università di Bologna

A guidare LiT-Met è Matteo Ravaioli, docente del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna e responsabile del Programma di Chirurgia Addominale nell’insufficienza d’organo terminale e nei pazienti sottoposti a trapianto presso il Policlinico Sant’Orsola IRCCS.

Il progetto coinvolge circa 20 tra università, ospedali, società scientifiche e centri di ricerca distribuiti in 12 Paesi europei, con l’obiettivo di creare una rete internazionale dedicata allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche.

“Attualmente i pazienti con questa forma avanzata di malattia hanno un’aspettativa di vita limitata. Il nostro obiettivo è promuovere e ottimizzare il ricorso al trapianto di fegato per offrire opportunità terapeutiche più efficaci”, spiega Ravaioli.

Metastasi epatiche: una delle principali sfide del tumore del colon-retto

Il carcinoma colorettale è la terza neoplasia più diffusa al mondo. In Italia vengono diagnosticati ogni anno circa 50.000 nuovi casi, di cui oltre 3.000 in Emilia-Romagna.

Le metastasi al fegato rappresentano una delle principali cause di mortalità associate alla malattia:

  • circa il 20% dei pazienti presenta metastasi già al momento della diagnosi;
  • fino al 50% le sviluppa durante l’evoluzione del tumore.

Attualmente il trattamento chirurgico di riferimento è la resezione epatica, ovvero l’asportazione della parte del fegato colpita dal tumore. Tuttavia questa procedura non è sempre praticabile, soprattutto quando le metastasi sono numerose, estese o localizzate in aree particolarmente complesse.

Il trapianto di fegato potrebbe aumentare la sopravvivenza

Per molti anni il trapianto di fegato è stato considerato controindicato nei pazienti con metastasi epatiche da tumore del colon-retto. La principale preoccupazione riguardava le terapie immunosoppressive necessarie dopo il trapianto, ritenute potenzialmente in grado di favorire la crescita di eventuali cellule tumorali residue.

Negli ultimi anni, però, diversi studi internazionali hanno modificato questo scenario, mostrando risultati incoraggianti in termini di sopravvivenza rispetto ai trattamenti convenzionali.

“Fino a poco tempo fa questa possibilità era esclusa. Oggi nuove evidenze scientifiche stanno aprendo una prospettiva completamente diversa per molti pazienti”, sottolinea Ravaioli.

Intelligenza artificiale per scegliere il trattamento migliore

Uno degli aspetti più innovativi del progetto LiT-Met riguarda l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.

I ricercatori realizzeranno inizialmente una grande analisi retrospettiva dei dati clinici per sviluppare un modello prognostico capace di integrare:

  • dati clinici;
  • caratteristiche patologiche;
  • informazioni molecolari.

L’obiettivo è prevedere il rischio di recidiva e la probabilità di sopravvivenza, aiutando i medici a stabilire quali pazienti possano beneficiare maggiormente del trapianto rispetto alla resezione epatica.

Successivamente sarà avviato uno studio clinico randomizzato che confronterà direttamente le due strategie chirurgiche, validando il sistema decisionale basato sull’intelligenza artificiale.

Medicina traslazionale e perfusione ex vivo

LiT-Met include anche un importante programma di medicina traslazionale.

I fegati rimossi durante gli interventi chirurgici saranno mantenuti vitali grazie a sofisticati sistemi di perfusione ex vivo, che consentiranno agli scienziati di studiare direttamente il comportamento del tumore e sperimentare nuove strategie terapeutiche sull’organo malato per diverse ore dopo l’espianto.

Questa piattaforma di ricerca potrebbe accelerare lo sviluppo di trattamenti sempre più personalizzati.

Verso nuove linee guida europee

Secondo i promotori del progetto, oggi in Europa non esistono criteri condivisi per stabilire quando sia preferibile ricorrere alla resezione epatica e quando invece il trapianto possa rappresentare la scelta migliore.

LiT-Met nasce proprio per colmare questa lacuna, migliorando la selezione dei pazienti e uniformando l’accesso alle cure nei diversi Paesi europei.

“Abbiamo ancora molte lacune nella comprensione della biologia dei tumori e persistono importanti differenze tra gli Stati membri nella disponibilità di organi per il trapianto. LiT-Met vuole affrontare entrambe queste sfide”, conclude Matteo Ravaioli.

Il progetto sarà ufficialmente inaugurato il 6 e 7 luglio a Bologna, durante il kick-off meeting che riunirà tutti i partner europei coinvolti nell’iniziativa.

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