Il SNGCI (Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani) ha assegnato quest’anno il Premio Pietro Bianchi al regista Tinto Brass, che nel marzo 2026 ha compiuto 93 anni.
Il riconoscimento viene tradizionalmente consegnato dai cinegiornalisti al Lido durante la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia – d’intesa con la Biennale di Venezia – a una personalità eccellente del cinema italiano. Nello specifico, per la 83ma edizione, il premio si lega all’omaggio che la Mostra ha dedicato al regista in preapertura alla versione restaurata in 4K del suo film del 1967 Col cuore in gola.
“Regista, sceneggiatore, montatore, scrittore e anche attore, Tinto Brass è maestro di un cinema radicalmente libero, visionario e anticipatore, capace di attraversare i generi e le epoche con la forza di uno sguardo sempre irriverente, anticonformista e profondamente vitale – si legge nella motivazione dei Giornalisti Cinematografici – Brass ha saputo reinventare il linguaggio cinematografico con il gusto del cinema d’autore e, insieme, l’istinto del grande sperimentatore. Un protagonista unico del cinema italiano che ha osato guardare oltre le regole dello sguardo per inventarsi l’immaginario di un cinema siglato da provocazioni culturali che hanno segnato la storia del costume e dello spettacolo”.
Col cuore in gola è un personalissimo thriller girato da Brass interamente a Londra, protagonisti Jean-Louis Trintignant ed Ewa Aulin, liberamente ispirato al romanzo Il sepolcro di carta di Sergio Donati, sceneggiato da Tinto Brass, Francesco Longo e Piere Lévy-Corti e accompagnato dalla colonna sonora di Armando Trovajoli. È la storia del breve ma fatale incontro di un attore che si imbatte in una giovane in stato di choc di fronte al cadavere di un uomo. Dopo la mostra il film si potrà vedere su Netflix.



