Forse per il sex-symbol americano, che oggi ha 65 anni, il Leone d’oro alla carriera inconsciamente è anche un traguardo che segna come la maggior parte della vita sia già vissuta, ma è ovvio che George Clooney – al quale è stato assegnato mercoledì 2 settembre 2026 – lo abbia ricevuto con piacere, come testimonia la sua espressione nelle foto.
A differenza dei comuni mortali, però, agli applausi lui è abituato: l’interprete americano è giunto infatti in Laguna con la raffinata moglie raccogliendo l’ovazione del pubblico e l’assedio dei fotoreporter prima del premio.
Uomo fortunato lo è senz’altro, ma anche i divi hanno i loro problemi e la continua esposizione alle folle è un banco di prova alla lunga difficile da gestire per il nostro sistema nervoso. A ciascuno il suo.
Scapolo impenitente, un tempo circondato da supposizioni errate sulla sua sessualità, oggi Clooney si dice felice del suo matrimonio, sottolinea come i figli siano più importanti della regia cinematografica e per questo, per il momento, a loro è dedicata la maggior parte del suo tempo.
L’attore ha una coscienza che gli impedisce di parteggiare per quella parte dell’umanità che non professa spirito cristiano verso i simili. Ha infatti dichiarato: “Siamo in un momento storico sfortunato, ma lo supereremo. C’è una parola fantastica, cacocrazia, che indica un Paese governato da persone poco qualificate. Direi quindi che ci troviamo in cacocrazia, ma presto ne usciremo”.
E ha proseguito: “Ho un’età che mi permette di aver vissuto momenti come l’uccisione di Martin Luther King o Bob Kennedy, con le città che venivano messe a ferro e fuoco dalle rivolte in strada e alle quali rispondeva l’esercito con i carri armati. Ci fu una violenza inaudita. Periodi difficili, insomma, simili a questi”.
George Clooney ha poi suggerito di supportare le forze anti-Trump per le elezioni di medio termine di novembre 2026 e quelle presidenziali del 2028.



