Le aule anatomiche devono trasformarsi in ambienti a contaminazione controllata, con pressione negativa, aspirazione sui tavoli settori e monitoraggio continuo degli inquinanti
Le sale settorie universitarie sono fondamentali per la formazione degli studenti di Medicina, degli specializzandi e dei chirurghi. L’osservazione e la dissezione del corpo umano consentono di conoscere l’anatomia reale, comprendere le differenze tra individui e acquisire competenze che i modelli digitali, pur sempre più sofisticati, non riescono ancora a riprodurre completamente.
Queste attività espongono però studenti, docenti e tecnici a un rischio chimico rilevante: l’inalazione della formaldeide rilasciata dai cadaveri conservati in formalina. Per questo motivo le sale anatomiche del futuro dovranno essere progettate come veri ambienti a contaminazione controllata, capaci di impedire che i vapori raggiungano la zona respiratoria delle persone.
Non sarà sufficiente aumentare genericamente i ricambi d’aria. Occorrerà integrare ventilazione, aspirazione localizzata, pressione negativa, monitoraggio in tempo reale e automazione degli impianti.
Perché la formalina è ancora utilizzata nelle sale anatomiche
La formaldeide non è stata mantenuta in uso perché priva di pericoli, ma perché non è stata ancora individuata una sostanza sostitutiva universale capace di offrire contemporaneamente le stesse prestazioni nella conservazione dei cadaveri.
Esistono metodi alternativi, come il metodo Thiel, la plastinazione, la crioconservazione e alcune soluzioni fissative a minore contenuto di formaldeide. Nessuna di queste tecniche, tuttavia, rappresenta una sostituzione automatica e valida per tutte le esigenze.
Un prodotto destinato alle sale settorie universitarie deve infatti garantire diversi risultati:
- conservare il corpo per periodi prolungati;
- rallentare efficacemente la decomposizione;
- controllare la contaminazione microbiologica;
- mantenere riconoscibili organi e strutture anatomiche;
- consentire dissezioni ripetute;
- essere compatibile con le attività di formazione chirurgica;
- non alterare eccessivamente consistenza e colore dei tessuti;
- avere costi e modalità di gestione sostenibili.
La formalina continua a essere impiegata perché offre un’elevata capacità fissativa e conservativa. Questo non significa che sia innocua o che il suo uso possa proseguire senza sistemi tecnologici di protezione.
La normativa europea impone di verificare prioritariamente la possibilità di sostituire gli agenti cancerogeni. Quando la sostituzione completa non è tecnicamente praticabile, l’esposizione deve essere ridotta al livello più basso possibile mediante sistemi chiusi, aspirazione alla fonte e rigorose misure organizzative.
Formaldeide e REACH: una sostanza sottoposta a forti restrizioni
È necessario precisare che la formaldeide non è stata completamente bandita dal regolamento REACH. È però una sostanza sottoposta a una regolamentazione particolarmente severa.
Nell’Unione europea la formaldeide è classificata come cancerogena di categoria 1B, mutagena di categoria 2, tossica per inalazione, corrosiva e sensibilizzante per la pelle. La sua classificazione armonizzata è consultabile nella banca dati dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche.
Il Regolamento UE 2023/1464 ha inoltre introdotto, nell’ambito del REACH, nuovi limiti alle emissioni di formaldeide prodotte da mobili, pannelli a base di legno e altri articoli destinati agli ambienti interni.
Questa restrizione non equivale al divieto generale dell’impiego sanitario, scientifico o anatomico della formalina. Dimostra però quanto l’Europa consideri prioritaria la riduzione della presenza di formaldeide negli ambienti chiusi.
Come evapora la formaldeide dai cadaveri
La formalina è una soluzione acquosa contenente formaldeide. Una volta utilizzata per la perfusione e la conservazione del corpo, la sostanza penetra nei tessuti e reagisce con le proteine, rallentando i processi di decomposizione.
Una parte della formaldeide, tuttavia, rimane disponibile e può essere rilasciata progressivamente nell’aria. L’emissione avviene dalla cute, dai tessuti interni, dalle cavità anatomiche, dai liquidi residui e dalle superfici contaminate.
Il rilascio aumenta durante:
- l’apertura delle vasche di conservazione;
- l’estrazione e il trasferimento dei corpi;
- le incisioni e le dissezioni;
- la compressione o movimentazione dei tessuti;
- il lavaggio dei tavoli e degli strumenti;
- la manipolazione di preparati anatomici;
- eventuali perdite o sversamenti di formalina.
La temperatura influenza direttamente il fenomeno: un ambiente più caldo favorisce il passaggio della formaldeide dalla soluzione all’aria. Anche la superficie di tessuto esposta, il numero di corpi presenti e la durata delle esercitazioni incidono sulla concentrazione finale.
Il rischio maggiore si registra vicino al tavolo settorio, precisamente nella zona in cui respirano studenti e docenti.
Le sale settorie del futuro come ambienti a contaminazione controllata

La sala anatomica del futuro può essere immaginata come una grande struttura a contaminazione controllata. Il concetto ricorda quello di una cabina a flusso laminare, ma tecnicamente non deve essere una semplice cabina ingrandita.
In una cabina a flusso laminare l’aria si muove in modo uniforme e unidirezionale. In una sala occupata da numerosi studenti, invece, persone, tavoli, apparecchiature, porte e movimenti continui producono turbolenze che rendono difficile mantenere un autentico flusso laminare in tutto l’ambiente.
La soluzione più efficace consiste in un sistema integrato fondato su tre livelli:
- immissione controllata di aria pulita;
- flusso direzionale dalle zone più pulite verso quelle contaminate;
- aspirazione della formaldeide direttamente nel punto in cui viene liberata.
L’obiettivo non deve essere soltanto diluire la formaldeide presente nella sala, ma intercettarla prima che raggiunga il viso degli operatori.
Pressione negativa per evitare la diffusione dei vapori
La sala settoria deve essere mantenuta in pressione negativa rispetto a corridoi, spogliatoi, uffici e aule circostanti. Ciò significa che la quantità d’aria estratta deve essere leggermente superiore a quella immessa.
Quando una porta viene aperta, l’aria deve entrare dal corridoio verso la sala e non uscire dalla sala verso l’edificio. In questo modo i vapori di formaldeide, gli odori e gli eventuali contaminanti biologici rimangono confinati.
La pressione differenziale deve essere controllata mediante sensori, indicatori visibili e sistemi di allarme. Un’anomalia dell’impianto non dovrebbe essere rilevata soltanto quando gli occupanti avvertono il caratteristico odore pungente della formaldeide.
L’odore, infatti, non è uno strumento di sicurezza e non permette di stabilire se la concentrazione sia accettabile.

Quanti ricambi d’aria servono in una sala settoria?
Il numero esatto dei ricambi d’aria nelle sale settorie deve essere definito attraverso una valutazione progettuale che consideri volume del locale, numero di corpi, concentrazione delle soluzioni, durata delle lezioni, affollamento e capacità di aspirazione dei tavoli.
Come riferimento progettuale, negli ambienti destinati ad autopsie e dissezioni vengono frequentemente adottati valori nell’ordine di 10-12 ricambi d’aria completi ogni ora, mantenendo la pressione negativa e senza ricircolare l’aria contaminata verso altre zone dell’edificio.
Questi numeri non devono però essere interpretati come una garanzia automatica di sicurezza. Anche un impianto da 12 ricambi orari può risultare insufficiente se i vapori prodotti sul tavolo attraversano la zona respiratoria prima di essere estratti.
Il parametro decisivo non è soltanto quanta aria viene sostituita, ma come questa aria si muove.
La progettazione dovrebbe evitare vortici, ristagni e correnti che trasportino la formaldeide verso gli studenti. Le bocchette di mandata e ripresa devono essere posizionate sulla base di uno studio dei flussi, eventualmente supportato da simulazioni fluidodinamiche e prove con traccianti.
Nei momenti più critici, come l’apertura delle vasche o la preparazione dei corpi, l’impianto dovrebbe poter aumentare automaticamente la portata. Durante le fasi di inattività potrebbe invece funzionare in modalità ridotta, mantenendo comunque pressione negativa e livelli di sicurezza prestabiliti.
Perché i soli ricambi d’aria non bastano
Affidare la sicurezza esclusivamente alla ventilazione generale significa attendere che la formaldeide si disperda nell’ambiente prima di rimuoverla.
Il principio corretto è la captazione alla fonte. Il contaminante deve essere aspirato nel punto in cui si forma, quando è ancora concentrato e prima che entri nella zona respiratoria.
La sala settoria del futuro deve quindi prevedere:
- tavoli anatomici aspirati;
- vasche di conservazione chiuse e ventilate;
- sistemi aspiranti per la preparazione dei corpi;
- postazioni protette per il travaso dei liquidi;
- aspirazione dedicata alle operazioni di lavaggio;
- contenitori chiusi per strumenti e materiali contaminati.
La ventilazione generale ha il compito di controllare la contaminazione residua. L’aspirazione localizzata costituisce invece la protezione principale.
Tavoli settori aspirati: il cuore della sicurezza

Il tavolo settorio aspirato è uno degli elementi centrali di una moderna sala anatomica. La superficie di lavoro deve integrare fessure o griglie capaci di richiamare i vapori verso il basso o lateralmente.
L’aspirazione deve creare una barriera aerodinamica tra il preparato anatomico e il volto dell’operatore. La formaldeide deve essere trascinata lontano dalla zona respiratoria senza produrre una velocità eccessiva che possa disturbare il lavoro o generare turbolenze.
Ogni tavolo dovrebbe essere collegato a un sistema indipendente o adeguatamente bilanciato. L’attivazione contemporanea di più postazioni non deve ridurre la capacità aspirante delle altre.
Anche l’altezza del tavolo, la posizione degli studenti e la distanza dalle bocchette influenzano l’efficacia della captazione. Per questo motivo la verifica non può limitarsi alla portata nominale dichiarata dal produttore: sono necessarie prove nelle reali condizioni operative.
Aria esterna ed esclusione del ricircolo
L’aria estratta da una sala settoria contenente formaldeide non dovrebbe essere ricircolata negli altri ambienti universitari. Deve essere espulsa all’esterno in un punto adeguatamente distante da finestre, terrazze, passaggi e prese dell’aria dell’edificio.
Quando necessari, i sistemi di trattamento devono essere progettati specificamente per la formaldeide. I normali filtri antiparticolato, compresi i filtri HEPA, non trattengono efficacemente un contaminante gassoso.
Per la rimozione della formaldeide possono essere necessari materiali adsorbenti o sistemi chimici dedicati. La loro efficienza deve essere controllata e la sostituzione programmata sulla base dell’effettivo carico contaminante.
Anche l’aria immessa deve essere filtrata e distribuita uniformemente, evitando getti diretti sulle persone o sui cadaveri che potrebbero aumentare la dispersione dei vapori.
Monitoraggio continuo della formaldeide
Le sale settorie del futuro dovranno integrare sensori per il monitoraggio continuo della formaldeide.
I dispositivi dovrebbero essere collocati sia nell’ambiente sia in prossimità delle postazioni più critiche. Il sistema deve poter registrare le concentrazioni, individuare i picchi, attivare allarmi e dialogare con l’impianto di ventilazione.
In caso di aumento della formaldeide, il sistema potrebbe:
- incrementare automaticamente i ricambi d’aria;
- aumentare l’aspirazione dei tavoli;
- segnalare il superamento di una soglia;
- bloccare l’accesso alla sala;
- inviare una notifica al responsabile della sicurezza;
- registrare l’evento per le successive verifiche.
Il monitoraggio continuo deve essere affiancato da campionamenti personali e ambientali eseguiti secondo metodiche validate. I sensori devono essere selettivi, calibrati e controllati periodicamente, perché alcol e altri composti organici volatili possono interferire con alcune tecnologie di misura.
I limiti europei di esposizione
La normativa europea stabilisce per la formaldeide un valore limite professionale su otto ore pari a 0,37 mg/m³, corrispondenti a 0,3 ppm.
Per le esposizioni di breve durata il limite è pari a 0,74 mg/m³, corrispondenti a 0,6 ppm.
Questi valori non devono essere considerati obiettivi ordinari di esercizio. Una sala settoria sicura deve mantenere le concentrazioni quanto più basse possibile e prevenire soprattutto i picchi che si verificano durante l’apertura delle vasche, la movimentazione e la dissezione.
Trattandosi di una sostanza cancerogena, limitarsi a restare appena sotto il valore normativo non rappresenta una strategia adeguata di prevenzione.
Controllo automatico e ventilazione intelligente
Gli impianti delle future sale anatomiche dovrebbero funzionare attraverso una gestione intelligente basata su più informazioni:
- concentrazione di formaldeide;
- differenza di pressione;
- numero di persone presenti;
- tavoli effettivamente utilizzati;
- apertura delle vasche;
- temperatura e umidità;
- stato dei filtri e dei ventilatori.
Durante una lezione con numerosi studenti e più tavoli in funzione, il sistema dovrebbe lavorare alla massima capacità richiesta. In assenza di attività, potrebbe ridurre i consumi senza interrompere il confinamento dell’ambiente.
La ventilazione a portata variabile permetterebbe di coniugare sicurezza ed efficienza energetica, purché sia controllata da sensori affidabili e siano sempre mantenuti una portata minima e il corretto differenziale di pressione.
In caso di guasto, l’impianto dovrebbe entrare in modalità di sicurezza, segnalare immediatamente l’anomalia e impedire l’avvio delle esercitazioni.
Una struttura organizzata per zone separate
La sala di dissezione non dovrebbe essere un ambiente isolato, ma il centro di un percorso funzionale composto da aree differenti:
- ricezione dei corpi;
- preparazione e trattamento;
- celle di conservazione;
- vasche anatomiche;
- sala didattica;
- lavaggio e decontaminazione;
- deposito dei prodotti chimici;
- gestione dei rifiuti;
- spogliatoi con separazione tra zona pulita e zona operativa.
I percorsi dei corpi, degli studenti, del personale, degli strumenti puliti e dei materiali contaminati non dovrebbero interferire.
L’accesso alla sala dovrebbe avvenire attraverso un filtro o un’area di compensazione, utile a mantenere la pressione negativa e a evitare brusche alterazioni dei flussi d’aria.
Temperatura, superfici e materiali
La temperatura deve essere mantenuta sotto controllo perché il calore può favorire l’emissione di formaldeide dai tessuti. È necessario trovare un equilibrio tra comfort degli occupanti, conservazione dei preparati e contenimento dell’evaporazione.
Pavimenti, pareti, soffitti e arredi devono essere continui, impermeabili, resistenti ai prodotti chimici e facilmente lavabili. Devono essere eliminati giunti, fessure e materiali porosi nei quali possano accumularsi liquidi contaminati.
Le canalizzazioni e i componenti dell’impianto devono essere resistenti alla corrosione. I sistemi di drenaggio devono impedire la diffusione incontrollata dei liquidi contenenti formalina.
Formazione e procedure operative
Neppure la sala più avanzata può essere sicura senza un’adeguata organizzazione del lavoro. Studenti, docenti e tecnici devono conoscere il rischio associato alla formaldeide, le procedure di emergenza e il corretto utilizzo delle postazioni aspirate.
L’università deve predisporre protocolli per l’apertura delle vasche, la movimentazione dei corpi, la dissezione, la pulizia, la gestione dei liquidi e gli sversamenti accidentali.
I dispositivi di protezione individuale rimangono necessari, ma non devono sostituire le misure collettive. Guanti resistenti agli agenti chimici, protezione degli occhi, camici impermeabili e, quando indicato dalla valutazione del rischio, dispositivi respiratori costituiscono l’ultimo livello della protezione.
Sale anatomiche del futuro: sicurezza e qualità della formazione
La sala settoria universitaria del futuro dovrà essere progettata come un sistema integrato di contenimento chimico, non come una semplice aula dotata di ventilazione.
L’immagine di una grande cabina a flusso controllato aiuta a comprendere il principio, ma la sicurezza reale nasce dall’unione di pressione negativa, flussi direzionali, almeno 10-12 ricambi d’aria all’ora come riferimento progettuale, tavoli aspirati, vasche chiuse, aria non ricircolata e monitoraggio continuo della formaldeide.
L’obiettivo è impedire che il contaminante raggiunga studenti e operatori, non limitarsi a diluirlo dopo che si è già diffuso.
Investire in sale settorie tecnologicamente avanzate significa proteggere la salute, migliorare la qualità della didattica e garantire il massimo rispetto verso le persone che hanno scelto di donare il proprio corpo alla scienza.

