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Governo crolla nei sondaggi. Nel 2013 un Esecutivo per dimenticare i bunga bunga

ROMA – Il nervosismo di Berlusconi e i suoi attacchi furibondi alla magistratura evidenziano una profonda debolezza politica. Oggi i principali sondaggi elettorali confermano questa impressione. Secondo “Ipr-Repubblica” il centro-sinistra supererebbe dello 0,5% il centro-destra, con un Pd quasi alla pari al Pdl, che, rispetto al 2008, perde dieci punti netti.

Queste indicazioni mostrano come ci sia bisogno ancora di due anni di governo degli incapaci. Indro Montanelli lo aveva vaticinato: “Gli italiani si libereranno di Berlusconi soltanto dopo che lo avranno visto all’opera”. Ed infatti, lo vedono all’opera da diciassette anni e i disastri sono evidenti. Non c’è un settore nella società, nell’economia, nella cultura, nelle istituzioni che non abbia subito i colpi di maglio di una maggioranza di inetti e di un premier del tutto disinteressato alla cosa pubblica. Non hanno saputo gestire l’emergenza profughi, la crisi economica (non è stato avviato alcun provvedimento, nonostante i ripetuti annunci), quella dei rifiuti. In campo energetico sono stati capaci di rilanciare il nucleare per poi rimangiarsi il progetto dopo il disastro di Fukushima. Ora vogliono manomettere l’ordinamento giudiziario e il codice di procedura penale soltanto per salvare le terga del padrone di Mediaset. Non hanno avviato alcuna seria riforma in campo sociale, non hanno ammodernato gli ammortizzatori sociali, nessun serio piano per l’occupazione giovanile, hanno ripristinato le rendite di posizione degli ordini professionali, smantellando letteralmente le caute liberalizzazioni di Bersani, hanno messo a punto uno scudo fiscale a favore degli evasori, che infatti sono aumentati di numero e di sostanza. In compenso sono stati capaci di privare scuola e università dei mezzi per sopravvivere e non passa giorno che gli insegnanti non siano linciati verbalmente da un premier oramai a corto di argomenti (se mai li ha avuti).

Un Governo di ricostruzione

Gli storici futuri probabilmente parleranno di una “seconda ricostruzione” dopo quella degli anni 1946-1953 del secondo dopoguerra. È quella che dovrà mandare in porto il Governo che uscirà vincitore dalle urne nella primavera del 2013, composto da “probi viri”, cioè da uomini onesti,  perbene ma soprattutto competenti, che dovranno smantellare le macerie prodotte dalla destra, abrogare la controriforma giudiziaria e le leggi ad personam, rilanciare l’economia con provvedimenti seri, contenere il deficit e il debito pubblico, come già avevano iniziato a fare il Governo Ciampi nel 1993, il I e il II Governo Prodi-Visco fra fine anni Novanta e metà del decennio successivo.Ma soprattutto ridare un’immagine internazionale, ora del tutto compromessa, facendo in fretta dimenticare ai partners europei l’epoca dei “bunga bunga”.

Non sarà facile ma risulterà impossibile qualora Silvio Berlusconi rimanga in circolazione nella vita politica italiana. Con lui a presiedere l’opposizione di destra e con i suoi miliardi e le sue televisioni, qualsiasi azione di governo sarà sabotata con l’acquisto di orde di parlamentari famelici, pronti a vendersi e a saltare il fosso, come d’altronde già successo nei primi mesi del 2008. Ecco perché la nuova maggioranza di centro-sinistra dovrà per prima cosa affrontare l’emergenza Berlusconi, approvando, nella XVII legislatura, una legge durissima sul conflitto di interessi, che impedisca al Cavaliere di poter esercitare alcuna funzione di governo, magari inserendola in Costituzione con la conferma di un referendum popolare.

Soltanto in questo modo si potrà poi pensare ad una vera ricostruzione democratica, superando rapidamente le macerie berlusconiane e impedendo, in futuro, che un imprenditore arricchitosi con la politica e proprietario di un impero televisivo possa anche occupare le stanze di Palazzo Chigi. Novello Mussolini del tubo catodico (meglio, dello schermo a cristalli liquidi).

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