Oltre 90.000 presenze per la seconda edizione del Milano Film Fest diretto da Claudio Santamaria. A conquistare il Premio per il Miglior Lungometraggio è “Where the Wind Comes From” della regista tunisina Amel Guellaty, già premiato anche dalla Giuria Studentesca e con una menzione speciale ai suoi interpreti.
Se non possiamo più sognare, cosa ci resta?
È questa la domanda che attraversa e sostiene “Where the Wind Comes From” (Da dove viene il vento), il film della regista tunisina Amel Guellaty che ha conquistato il pubblico e la critica al Milano Film Fest 2026, aggiudicandosi il Premio per il Miglior Lungometraggio.
L’opera si distingue per la sua capacità di raccontare, con poesia e autenticità, il desiderio di libertà di una generazione sospesa tra speranze e disillusioni. Un film che parla della Tunisia contemporanea ma che, allo stesso tempo, supera ogni confine geografico, trasformandosi in un racconto universale sulle aspirazioni dei giovani e sulla ricerca del proprio posto nel mondo.
Una storia di amicizia, sogni e resistenza
Ambientato a Tunisi, il film segue le vicende di Alyssa e Mehdi, due giovani amici uniti da un legame profondo e indissolubile. Lei è impulsiva, ribelle e imprevedibile; lui riflessivo, prudente e riservato. Due personalità opposte che trovano nella loro amicizia una straordinaria complementarità.
Alyssa sogna l’Italia, che osserva come una terra possibile oltre il Mediterraneo. Dopo la morte del padre, è costretta a farsi carico della famiglia mentre la madre lotta contro la depressione. Mehdi, laureato in informatica ma senza prospettive lavorative, cerca rifugio nella sua vera passione: il disegno.
Entrambi si confrontano con una realtà segnata da difficoltà economiche, burocrazia, mancanza di opportunità, disuguaglianze sociali e una società ancora profondamente patriarcale. Eppure il film non si limita alla denuncia sociale. Al contrario, intreccia dramma, ironia, leggerezza e momenti quasi surreali che diventano strumenti di resistenza e sopravvivenza.
Il ritratto di una generazione senza confini
Attraverso lo sguardo delicato e sensibile di Amel Guellaty emerge il ritratto di una gioventù tunisina che vive le conseguenze delle promesse incompiute della Rivoluzione dei Gelsomini del 2010-2011.
La regista racconta giovani che desiderano amare, costruire il proprio futuro e trovare una via di fuga da un presente spesso soffocante. Le loro contraddizioni, le speranze e le frustrazioni diventano lo specchio di una condizione generazionale condivisa da milioni di ragazzi nel mondo.
Particolarmente originale è la scelta di raccontare un’amicizia profonda tra una donna e un uomo, un tipo di relazione ancora poco rappresentata nel cinema contemporaneo rispetto alle tradizionali storie d’amore. Un legame autentico, fatto di sincerità, confronto e sostegno reciproco.
Come ricordava Cicerone: “Cosa c’è di più dolce di qualcuno con cui parlare come con se stessi?”
Un film autobiografico tra realtà e poesia
“Where the Wind Comes From” contiene anche una forte componente autobiografica. Amel Guellaty si ispira infatti alla propria esperienza personale, evocando con delicatezza il rapporto privilegiato che ha sempre avuto con le amicizie maschili.
La sua regia alterna realismo sociale e momenti sospesi, quasi onirici, in cui i sogni a occhi aperti della protagonista diventano uno strumento per guardare la realtà da una prospettiva diversa. L’umorismo e il sarcasmo si trasformano così in armi efficaci contro le ingiustizie sociali e il disprezzo delle classi privilegiate.
La motivazione della Giuria del Milano Film Fest 2026
La Giuria Lungometraggi, presieduta da Valeria Bruni Tedeschi, ha assegnato il premio al film con la seguente motivazione:
“Un’opera al contempo semplice e sofisticata, libera e poetica, che impone una visione della vita originale e potente dal punto di vista cinematografico. Pur nella sua essenzialità, il film restituisce uno spaccato autentico della società tunisina affidandosi ad attori che non si limitano a recitare, ma semplicemente sono. Una cifra stilistica capace di regalare al film un respiro universale.”
La Giuria ha inoltre assegnato la Menzione Speciale “Futuro” agli interpreti Eya Bellagha e Slim Baccar, protagonisti del film.
A completare il successo dell’opera è arrivato anche il Premio della Giuria Studentesca per il Miglior Lungometraggio, confermando la straordinaria capacità del film di dialogare con le nuove generazioni.
Milano Film Fest 2026: il cinema come spazio di libertà
Con oltre 90.000 presenze registrate durante la manifestazione, la seconda edizione del Milano Film Fest conferma la propria crescita nel panorama culturale italiano. La vittoria di “Where the Wind Comes From” rappresenta perfettamente lo spirito del festival: dare voce a storie capaci di raccontare il presente, abbattere i confini culturali e restituire al cinema la sua funzione più autentica, quella di far riflettere, emozionare e sognare.

