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Fornero e Marchionne si passano la palla

ROMA – Bella coppia, non c’è che dire.  Dio,per chi ci crede, li fa e poi li appaia. Fornero e Marchionne sembrano fratelli gemelli, arroganti, tracotanti.

Sembrava strano che l’ad del Lingotto, quello con il maglioncino girocollo che non si toglie neppure quando va a dormire, lasciasse passare sotto silenzio la sentenza del tribunale di Roma che condanna la Fiat per discriminazioni contro la Fiom Cgil a Pomigliano: 145 lavoratori con la tessera del più forre sindacato delle tute blu dovranno essere assunti nella fabbrica. Inoltre, 19 iscritti al sindacato avranno anche diritto a 3.000 euro per i danni ricevuti. Il silenzio  era stato interpretato  da qualche giornalista  che da sempre  tesse le lodi del manager come un gesto di possibile riappacificazione. Certo l’azienda ricorrerà in appello ma la pratica finirà in qualche cassetto. No, il prezioso, nel senso che si porta a casa una saccata di soldi,aspettava l’assist, si dice in gergo sportivo, qualcuno cioè che gli lanciasse la palla per poi offendere l’Italia, gli italiani,le istituzioni , la giustizia e chi più ne ha più ne metta.

L’ ad della Fiat. L’Italia ha regole folkloristiche

 Ecco le sue parole: “Questa legge non esiste in nessuna parte del mondo, da quanto ne so. Focalizzare l’attenzione su questioni locali ignorando il resto è attitudine dannosa. Un evento unico che interessa un particolare paese che ha regole particolari che sono folkloristicamente locali”. Così ha risposto alla domanda di un giornalista durante una conferenza stampa a Changsha, nella Cina Meridionale, dove ha presentato il nuovo stabilimento Fiat.  L’assist glielo  ha dato il ministro del Lavoro, Elsa Fornero che, con uguale tracotanza, intervistata dal Wall Street Journal, ha affermato che “ ll lavoro non è un diritto,va guadagnato anche con il sacrificio”.Bisogna però raccontare l retroscena di questa intervista perché offre uno spaccato interessante, un ritratto della “maestrina che piange”, o meglio che piangeva perché ora ne spara una al giorno, sempre contro la povera gente, chi soffre, chi lavora, chi non trova lavoro, chi rischia di rimane nere senza stipendio e senza pensioneper colpa sua. Lei non legge i giornali italiani, come ha detto qualche tempo fa,li disprezza, il suo favorito è il Wall Street Journal, un grande giornale finanziario targato Usa. Che le ha giocato un brutto scherzo avendo scritto che attendersi qualche risultato dalla riforma del lavoro che porta il suo nome  era  come  pensare “ di svuotare il lago di Como con mestolo e cannuccia”.

Il ministro ignora l’art.4 della Costituzione

 Lei  non l’aveva presa bene come fanno tutti gli innamorati traditi  e così due cronisti americani, quasi un gesto riparatorio  la intervistano e lei dà di fuori. Dimentica che nella Costituzione, articolo 4, è scritto che la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”. Poi si arrampica sugli specchi e dice che si riferiva al posto di lavoro. Ci ha preso tutti per imbecilli? Come si fa a garantire il diritto al lavoro se non c’è il posto di lavoro? Peccato che Monti, ancora una volta, l’abbia giustificata. No, lei voleva proprio dire quello che ha detto. Il lavoro come merce, il lavoro che ha una sola finalità, quella di garantire il profitto.Miele per il palato raffinato di Marchionne che proseguendo nel suo attacco all’Italia dice che “ha un livello di complessità nella gestione delle questioni industriali che non esiste in altre giurisdizioni. Le implicazioni di questa decisione sulla situazione del business italiano sono abbastanza drastiche, perché tutto diventa tipicamente italiano e quindi molto difficile da gestire.” Poi conclude, quasi una minaccia, un annuncio di nuovi disastri per la Fiat italiana, quella che resta visto<lo scempio che sta compiendo. “Ognuno di noi-afferma- deve fare una scelta precisa, e decidere quale mondo vuole. Non si può appartenere a un mondo in cui esiste un’Europa unificata e pretendere contemporaneamente di sottostare alle regole del singolo Paese”. In un paese normale un ministro come Fornero che giura sulla Costituzione, quindi anche sul lavoro come diritto, dovrebbe fare le valigie. Marchionne invece che in questa Italia si è fatto d’oro, perlomeno dovrebbe avere il buon giusto di tacere e assumere subito i 145 operai, che non sono folclore, ma persone in carne e ossa.



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