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“No alla discarica”, proteste e tensioni a Corcolle

“No alle discariche, no a chi fa soldi sulla monnezza sulla pelle dei cittadini”. Si sono radunati in circa un centinaio per gridarlo a gran voce nel giorno dell’occupazione ‘finalizzata all’effettuazione dei rilievi geomorfologici, idrogeolocigi e del suolo’, disposta dal prefetto e commissario straordinario Pecoraro nel terreno di San Vittorino-Corcolle, VIII municipio di Roma, per la costruzione di una delle due discariche temporanee (l’altra sara’ a Quadro Alto, a Riano) che consentiranno la chiusura di Malagrotta.

A protestare, gia’ dalle 8 e mezza, sono i residenti delle aree limitrofe al sito, quelli di Riano, ma anche comitati come Rifiuti Zero Corcolle e Fiumicino e Zero Waste Lazio, rappresentanti di Pd, Verdi ed Fds, tenuti ‘a bada’ da un cordone composto da una ventina di carabinieri che tiene i manifestanti sull’incrocio con via Zagarolense a ridosso della strada, a circa un chilometro dalla cava ‘target’.

L’obiettivo iniziale della mobilitazione era impedire l’entrata dei tecnici dell’Agenzia del Territorio per prendere possesso del sito e procedere all’effettuazione dei rilievi, che avrebbero pero’ anticipato il loro arrivo a poco dopo l’alba per evitare la protesta (le forze dell’ordine erano schierate gia’ dalle 7 di stamattina, ma negano di aver visto qualcuno entrare da quell’ora in poi).

“Quando cercavano di convincerci della bonta’ del nucleare dicevano che avrebbero costruito centrali di quarta generazione, ma come l’atomo anche la discarica e’ sempre una discarica, non crediamo a inceneritori con i ‘fiocchetti’ e a discariche che non inquinano”. A spiegarlo e’ Catia, di Rifiuti Zero, uno dei tanti comitati presenti oggi a Corcolle per protestare contro l’occupazione del sito che dovra’ ospitare la nuova discarica, che annuncia come la mobilitazione di cittadini e comitati non finira’ qui: “Dobbiamo essere tutti uniti per farci sentire: per questo sabato faremo una grande manifestazione, che partira’ da Corcolle fino a qui, e saremo numerosi”.

Tanti gli interventi che nella mattinata si sono susseguiti. Enrico, che abita a poche centinaia di metri dal sito, si chiede: “Se ci sono alternative pulite perche’ i politici non vogliono intraprenderle?”. E ancora: “Se noi siamo consapevoli, lo sono anche i politici, questo non e’ omicidio colposo, ma premeditato”. Le alternative, aggiunge Fabrizio, presidente di uno dei tanti comitati di quartiere delle aree limitrofe intervenuti, “ci sono dalla differenziata al porta a porta. Al centro di Roma ci sono raccoglitori di rifiuti organici addirittura refrigerati per evitare la puzza, noi invece non siamo nemmeno considerati quartieri”.

La verita’, continua un altro residente dell’VIII municipio, “e’ che dietro la monnezza ce stanno i soldi, l’Italia e’ l’unico Paese in Europa che assimila l’energia prodotta dal fotovoltaico a quella prodotta dall’incenerimento dei rifiuti. La Colari di Cerroni, quindi, guadagna un incentivo a fondo perduto vendendo l’energia all’Enel. Questo sistema che fa soldi sul diritto alla salute dei cittadini deve saltare, dobbiamo intraprendere un modello di gestione dei rifiuti che tuteli salute e ambiente”.

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