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Berlusconi si ricandida nel 2013? Meglio toccare ferro

ROMA – Berlusconi si ricandida a Presidente del Consiglio nel 2013. La notizia inizialmente sembrava uno scherzo di pessimo gusto, invece poi sono iniziate ad arrivare conferme dai suoi fedelissimi del Pdl, nonchè dall’attuale segretario Angelino Alfano, che senza mezzi termini ha fatto sapere che sarà al suo fianco come sempre.

La candidatura, ancora non ufficializzata, appare però più una mossa strategica che una vera e propria esigenza di rimettere in mano l’Italia a un uomo che ha fatto perdere credibilità al suo Paese.
Tuttavia alcuni sondaggi, darebbero il Pdl al 30%, ma solo se tornasse sotto la premiership del Cavaliere con al seguito uno stuolo di giovani politici rampanti. Staremo a vedere, senza entrare nel merito di come saranno selezionati i potenziali papabili per formare una ipotetica squadra parlamentare, considerando i precedenti.

Insomma, il “capo” sta per tornare e questo ha creato un grande fermento nelle fila del Pdl. Daniela Santanchè auspica addirittura di superare il 30%, l’ex ministro Altero Matteoli fa capire che la discesa in campo dell’ex premier darà filo da torcere agli avversari che già osservano nervosamente i fatti, Michaela Biancofiore, deputato del Pdl, parla di “percorso di rivoluzione del Paese infranto innanzi alla scissione di Fini”. E poi aggiunge: “Berlusconi è ancora oggi l’unico leader vero del Paese, con una visione strategica dell’economia e con la capacità di leggere il futuro mondiale e questo la gente lo sa».
E non finisce qui. Dal terzo polo Pier Feridinando Casini, timidamente come è sua abitudine, gli fa gli auguri e cita perfino una frase di Pascoli: «C’è qualcosa di nuovo nell’aria, anzi d’antico».
Roba da far accapponare la pelle.

Insomma, sembra che tutti abbiano dimenticato cos’era diventata l’Italia sotto la guida di Berlusconi. Di quanto gli italiani sono stati derisi all’estero per aver scelto un premier dedito agli scherzi istituzionali, alle barzellette di bassa lega e al bunga bunga con presunte minorenni.

Il leader dell’Idv Di Pietro dev’essere caduto dalla sedia quando ha appreso la notizia: “Berlusconi si è messo a fare politica per aggiustare i suoi affari giudiziari e personali. Evidentemente ha ancora qualche altro problema da sistemare”.  Mentre il suo partito parla di “ritorno ad un incubo”.
“Berlusconi è libero di candidarsi e di perdere, ma sulla legge elettorale non può mettere in scena questa commedia”, ha detto l’europarlamentare del Pd Debora Serracchiani secondo la quale “non si deve
dimenticare mai che il porcellum è stato voluto e votato con la grancassa da Berlusconi, che così si è costruito la sua claque personale in Parlamento”.

Non sarà comunque un’impresa facile come qualcuno vorrebbe credere. Il berlusconismo è ormai una faccenda vecchia e sepolta e molti degli elettori del Pdl, delusi, non faranno certo dietro front per sentirsi nuovamente traditi da false promesse a cui il premier gli aveva abituati.

Indicativo il sarcastico commento di Rosy Bindi: “Gli italiani apprezzeranno questa grande novità…”, ha detto  la vicepresidente della Camera. Ma ancora più taglienti le parole del neo segretario della Lega Nord, Roberto Maroni, un tempo alleato del Pdl: “Berlusconi scende in campo? Dove? A San Siro..?”  Una cosa è certa. Se Berlusconi torna in campo sarà meglio toccare ferro. Anche perchè la legge sul conflitto d’interessi sembra essere una cosa del passato o forse gli italiani hanno davvero la memoria troppo corta.

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