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Fini querela Libero e il Giornale. Granata: “Il mandante è Berlusconi”

ROMA – “In relazione a quanto pubblicato ieri ed oggi dai quotidiani Giornale e Libero, il presidente della Camera, Fini, ha dato mandato di adire le vie legali a tutela della propria onorabilità”.

E’ quanto ha annunciato il portavoce dei presidente della Camera Fabrizio Alfano. Ieri su Libero, un editoriale a firma del direttore Belpietro, riferiva le confidenze di una fonte secondo la quale si stava progettando un attentato a Fini nell’aprile prossimo in Puglia, le cui responsabilità però avrebbero dovuto ricadere su Berlusconi come mandante e quelle di una escort che avrebbe avuto incontri con Fini.
Intanto a fronte delle ultime rivelazioni Belpietro è stato ascoltato in qualità di persona informata sui fatti dal  procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro, il quale ha poi trasmesso alla Procura di Bari una copia della deposizione resa dal direttore di Libero, visto che l’attentato sarebbe stato compiuto ad Andria, in provincia di Barletta-Andria-Trani, in occasione di una visita istituzionale del presidente della Camera. Per la Procura distrettuale di Bari siamo di fronte a un reato grave, tant’è che ha aperto un fascicolo per  attentato per finalità terroristiche o di eversione  (art.280 del codice penale)  nei confronti di sconosciuti.

Belpietro nel frattempo si difende: “Ho parlato di una cosa vera – ha spiegato il giornalista – che aveva come obiettivo Fini, ma l’obiettivo era anche far ricadere la responsabilità della vicenda sul presidente del Consiglio. Questo è ciò che mi è stato raccontato e che ho riferito ai magistrati. Se poi i giornali per esigenze di copione devono raccontare balle, questo è un altro fatto: si sono scritte oggi cose che non stanno nè in cielo nè in terra”.
E poi Belpietro ha aggiunto: “Non ho rivelato il nome della mia fonte ai magistrati, ho detto semplicemente a loro che questa persona si era rivolta a me e ho dato loro tutti gli elementi in mio possesso tranne il nome perchè questa persona non mi aveva autorizzato a rivelare la sua identità. Certo il procuratore Spataro mi ha chiesto chi fosse, è ovvio, e io ho eccepito il segreto professionale. Era una fonte, mi ha raccontato dei fatti, io ho spiegato tutto in procura e tocca a loro verificare, io non faccio lo Sherlock Holmes”.
Secondo quanto pubblicato oggi da Il Giornale, ci sarebbe un filmato in cui una escort racconta di un presunto incontro a  luci rosse  con Gianfranco Fini. Lo stesso che Belpietro aveva anticipato ieri sul suo editoriale alzando l’ennesimo polverone politico.

“È vero – ha subito commentato Fabio Granata, vice presidente dell’Antimafia – vogliono annientarci, ma il mandante è Berlusconi”.  “È incapacitante da parte di qualcuno dei nostri dirigenti sottolineare che vogliono annientarci e poi non essere conseguenziali a indicare il mandante: e il mandante è Silvio Berlusconi” ribadisce puntigliosamente il finiano.
“È lui – ribadisce Granata – il mandante del tentativo di annientamento della destra repubblicana e costituzionale. Per questo – conclude – dobbiamo reagire, sfiduciando Bondi e con alleanze che riescano a liberare l’Italia da Berlusconi e dal suo sistema di potere. Altro che moderatismo e responsabilità. Fli deve solo porre fine al berlusconismo”.

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