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Monti, un oracolo. Santo subito

ROMA – Ripercorriamo le cronache del lungo viaggio in Asia del nostro presidente del Consiglio. Una strada lunga che va dall’aeroporto di Astana, nel petrolifero Kazakistan, a Seoul in Corea del Sud, poi a Tokyo e Pechino e il ritorno prossimo sempre via Astana.

Una via lastricata di fiori, di elogi, di “paccate” di dollari  di investimenti che pioveranno dai paesi asiatici.  Scrive l’inviato di un autorevole quotidiano, che  “ arrivato in Cina Monti nota subito qualcosa  di strano nell’aria. L’autostrada che  dall‘aeroporto conduce all’hotel è tutta sigillata,poliziotti ogni cento metri:passa il corteo del primo ministro italiano. Da quando il presidente Hu Jiuntao,tre giorni fa, ha promesso a Monti di incoraggiare gli investimenti cinesi in Italia, la visita ha compiuto un immediato salto avanti nel rating  e di conseguenza anche nel cerimoniale”.

L’esultanza degli inviati al seguito del premier

Addirittura esulta il cronista :” Stavolta sono i cinesi a mettersi infila per incontrarlo”. E il primo ad infilarsi è “Luo Jiwei, presidente del Chine Investment Corporation, il quarto Fondo del mondo per volume di fuoco(410 milioni di dollari)”. Noi che siamo creduloni facciamo finta di prender per buono quanto scrivono i quotidiani “montiani”. Stentiamo però a credere che i cinesi abbiano improvvisato un cerimoniale in poche ore, mobilitando poliziotti, imprenditori, cittadini, un centinaio di imprenditori, la Scuola centrale del Partito comunista cinese, italiani che vivono e lavorano in Cina. Conoscendo i cinesi sappiamo bene che curano ogni particolare con grande meticolosità. Ci viene a mente anche che nei giorni precedenti il lungo viaggio di di Monti quegli stessi giornali avevano  raccontato tutto sul programma della visita, a partire dall’arrrivo all’aeroporto fino all’hotel, sugli incontri che avrebbe avuto, a partire dal presidente della Banca centrale,  qualcosa di simile, con dimensioni un po’ diverse alla nostra Bankitalia, al potente presidente del Fondo per gli investimenti. Per curiosità scorriamo anche qualche pagina di giornali di paesi stranieri. Un nostro amico cinese ci racconta di quelli del suo paese. Scopriamo che tanti elogi che Monti avrebbe avuto da parte di tutti i suoi interlocutori asiatici in effetti vengono riferiti dai collaboratori dello stesso Monti agli inviati italiani

Scambio di cortesie con  i “potenti” cinesi

Oppure è proprio lui, il capo del nostro governo, a riferire degli elogi. Magari poi la Casa Bianca smentisce, ma va bene lo stesso. Veniamo all’incontro con la delegazione cinese guidata dal primo ministro,Wen Jiabao. E’ il premier italiano a tessere le lodi per la Cina. “L’Italia-dice- vede nella Cina un’importantissimo partner strategico e intende rafforzare il più possibile la già ottima collaborazione”.  “Ero già convinto dell’importanza strategica della Cina, tornerò dal viaggio ancora più convinto e darò ogni input affinché il governo intensifichi le azioni a livello bilaterale. Che doveva rispondere il cinese?  Data la loro proverbiale cortesia ha detto:”L’Italia è un grande Paese dell’Unione europea e un partner strategico della Cina e per questo desidero un franco scambio di vedute”. Ancora: “ Sono rimasto impressionato nelle  due visite in Italia non solo dall’arte e  dalla  della cultura” ma anche “ dalle piccole e medie imprese e dalla capacità d’innovazione ad alti livelli”.

Campagna del professore  per i licenziamenti facili

Noi abbiamo l’impressione che Monti abbia  “usato” gli inviati italiani, che si sono fatti usare, per dare una versione tutta nostrana al viaggio in Asia . Non solo l’Europa ci chiede di non tornare indietro sui licenziamenti senza reintegro previsti dalla riforma del mercato del lavoro. Ce lo chiedono- stando al presidente del Consiglio- tutti i potenti dei paesi asiatici, altrimenti non aprono i cordoni della borsa.  Monti afferma che “i cinesi hanno posto grande enfasi sulla riforma del lavoro.Un ostacolo che li aveva finora disincentivati dall’intervenire nel nostro Paese”. Un  avvertimento rivolto a chi in Italia  si oppone ai licenziamenti facili. Vedete che abbiamo ragione Fornero ed io. Niente licenziamenti, niente investimenti. I cinesi non risulta l’abbiano detto: Ma per gli inviati Monti è un oracolo. Insomma, verrebbe da dire, Monti santo subito.

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