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Lavoro. Confagricoltura. Contro la crisi assunzioni di gruppo

ROMA – “C’è molto ancora da fare per  snellire la burocrazia delle assunzioni, soprattutto per i rapporti di lavoro agricolo stagionale che sono assoggettati alle stesse identiche procedure previste per la generalità dei rapporti di lavoro dipendente”.

E’ quanto sottolinea oggi Confagricoltura nel corso del convegno “Lavoro, occupazione, produttività” ricordando che, per questo tipo di rapporti invece, proprio in ragione delle loro caratteristiche – durata contenuta, reiterazione nel corso dell’anno, particolarità della prestazione lavorativa – è necessario prevedere importanti semplificazioni amministrative trattandosi di rapporti piuttosto diffusi e instaurati per far fronte ad esigenze temporanee.

In tal senso Confagricoltura ha recentemente proposto l’introduzione delle “assunzioni di gruppo”, ovvero l’assunzione congiunta da parte di imprese che fanno capo allo stesso gruppo, o legate da un contratto di rete, o riconducibili ad uno stesso proprietario oppure ad uno stesso nucleo familiare (ferma restando la responsabilità di tutte le imprese che hanno proceduto all’assunzione nei confronti del lavoratore e delle amministrazioni previdenziali e fiscali).

La  proposta risponde all’esigenza di semplificare i rapporti di lavoro instaurati tra singoli lavoratori ed una pluralità di datori di lavoro che, pur distinti dal punto di vista giuridico, operano di fatto in modo molto simile ad un’unica azienda. Attualmente queste imprese – piuttosto diffuse nel nostro tessuto produttivo – debbono assumere ciascuna i propri dipendenti, non essendo possibile procedere ad una assunzione di gruppo. Questa procedura crea notevoli difficoltà operative in quanto non è sempre agevole individuare preventivamente i periodi in cui il lavoratore sarà chiamato a prestare la propria opera nelle varie aziende del gruppo, che sono gestite economicamente come un unicum.

La proposta – ha rimarcato Confagricoltura – è a “costo zero” per la finanza pubblica, avrebbe inoltre il merito di favorire processi aggregativi tra le imprese e di stabilizzare l’occupazione in agricoltura con conseguenti risparmi per le casse dell’Inps in termini di prestazioni temporanee (disoccupazione, etc.), garantendo oltretutto una maggiore stabilità del rapporto”.

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